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Crisi e imprese, 'momento spartiacque' 'Costruire reti per vincere insieme' Confartigianato sugli ultimi dati

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Qualche segnale positivo. Una buona notizia, ma non è anora abbastanza. Restano da risolvere grandi problemi: “Al momento significa solo vedere un po’ meno nero e un po’ più grigio”. “Non siamo certo nelle condizioni per parlare di ripresa. Possiamo considerare questo un momento spartiacque fra forte contrazione degli ultimi mesi e inizio di un possibile miglioramento”.  Questo il commento di Massimo Rivoltini, presidente di Confartigianato Cremona, dopo la diffudione dei dati regionali della congiuntura II trimestre 2013.  “Finalmente – dichiara Rivoltini – torniamo a vedere qualche dato congiunturale positivo: sicuramente una buona notizia, ma che al momento significa ancora solo vedere un po’ meno nero e un po’ più di grigio. Non siamo certo nelle condizioni per parlare di ripresa, perché la lezione degli ultimi anni è che questi dati mostrano spesso andamenti troppo alterni, sembrano crescere e invece il trimestre successivo tornano a calare. Possiamo più realisticamente considerare quello attuale come un momento spartiacque tra la forte contrazione degli ultimi mesi e l’inizio di un possibile miglioramento”.

Rivoltini

“In questo quadro – prosegue – vorrei evidenziare un aspetto positivo e quelle che giudichiamo essere le due maggiori difficoltà. Il primo è che, tra le imprese artigiane, quelle che stanno facendo meglio sono le più strutturate, quelle con più di dieci addetti: un dato che conferma una tesi che sosteniamo da tempo, ovvero che la crisi si vince meglio insieme, costruendo reti, relazioni e alleanze tra imprese per rendersi più solidi e forti. Venendo alle difficoltà: la prima resta l’occupazione, che nonostante qualche segnale positivo nei tassi d’ingresso continua, in termini assoluti, a restare un dato preoccupante, e che sconta la brusca frenata dell’economia avvenuta nel I trimestre 2013, oltre ad accusare i problemi legati alla questione della cassa integrazione in deroga. L’altra grande difficoltà è il credito alle imprese, un problema che siamo convinti sia necessario affrontare con urgenza a livello pubblico e in particolare comunitario, perché le risorse private ormai da tempo non bastano più; e senza liquidità, le imprese muoiono. Servono politiche creditizie chiare e accessibili da parte di tutte le imprese”.

I DATI REGIONALI RIASSUNTI DA CONFARTIGIANATO

Il secondo trimestre 2013 registra infatti una nuova svolta congiunturale positiva per le aziende artigiane manifatturiere (+0,9%) anche se la variazione tendenziale rimane negativa (-1,9%).
L’indice della produzione raggiunge quota 69, recuperando poco meno di un punto rispetto al trimestre precedente (dato destagionalizzato, base anno 2005=100).
La contrazione dei livelli produttivi non colpisce più tutti i settori, con tre settori che svoltano nel quadrante positivo: pelli-calzature (+5,9%), abbigliamento (+0,9%) e legno-mobilio (+0,6%). Il dato va però analizzato con cautela perché si tratta di cosiddetti “rimbalzi” da situazioni molto compromesse. I settori caratterizzati dalle contrazioni più rilevanti per l’artigianato sono le manifatturiere varie (-14,7%), i minerali non metalliferi (-6,8%), e gli alimentari (-4,9%). Il tessile, già duramente colpito negli anni passati, registra questo trimestre un calo produttivo contenuto (-1,8%), seguito da gomma-plastica (-1,6%), meccanica (-1,2%) e siderurgia (-0,8%).
Il protrarsi della crisi colpisce diversamente le destinazioni economiche dei beni, con i beni di investimento maggiormente sofferenti (-3,1%); comunque in contrazione anche i beni intermedi (-1,0%) e i beni di consumo (-1,2%).
I dati sulla produzione presentano una divaricazione in base alla classe dimensionale d’impresa: a fronte di una caduta del 5,1% delle micro imprese e del 3,6% delle per la classe dimensionale 6-9 addetti, quelle di maggiore dimensione registrano un incremento del 2,4%.
Rispetto allo scorso trimestre, si assiste ad un incremento delle aziende che dichiaravano variazioni nei livelli produttivi molto positive (dal 24% al 32%) compensato dalla riduzione della quota di aziende che dichiara variazioni molto negative (dal 49% al 43%). Rimangono costanti le quote di aziende senza variazioni o con variazioni minime, sia positive che negative.
Il fatturato a prezzi correnti registra un miglioramento congiunturale (+0,3% la variazione congiunturale destagionalizzata) mentre il dato tendenziale registra solo un rallentamento della caduta (-2,3%).
Gli ordinativi acquisiti nel trimestre ripropongono la divaricazione degli andamenti in funzione del mercato di destinazione:  si registra una più forte contrazione tendenziale degli ordini interni (-3,5%), e un maggior incremento di quelli esteri (+4,5%). Il buon andamento delle esportazioni delle aziende artigiane non ha però un effetto significativo sui risultati complessivi, in quanto la quota del fatturato estero sul totale rimane molto contenuta (7,2%), pur registrando un incremento rispetto ai trimestri precedenti. Rimane stabile il portafoglio ordini, con 35 giornate di produzione assicurata.
L’occupazione fa registrare un saldo negativo minimo tra tasso di ingresso e di uscita (-0,1%). Il risultato discende da una sostanziale stabilità del tasso d’uscita e da un sensibile incremento del tasso d’ingresso. Segnali meno confortanti dal versante CIG, per la quale le quote rimangono sui massimi valori registrati (20,6% la quota di aziende che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione e 3,4% la quota sul monte ore), ed in incremento rispetto al trimestre precedente.
Le aspettative mostrano un miglioramento generale, ma rimangono caratterizzate da maggiore incertezza posizionandosi ancora in territorio negativo. Circa il 46% degli artigiani intervistati prevede stabilità dei livelli per produzione e domanda interna, oltre il 72% per la domanda estera e l’82% per l’occupazione.

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