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Bimbo morto in sala parto, ospedale: 'Evento incontrollabile'

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In merito al caso di Sara Baldo, la 28enne di Pieve San Giacomo operata il 2 agosto scorso all’ospedale di Asola dopo la morte del bimbo che portava in grembo, è intervenuta la direzione del Carlo Poma di Mantova, dove la donna è attualmente ricoverata (le sue condizioni stanno migliorando).

Ecco, pubblicato per intero, il comunicato dell’ospedale:

“La signora, alla 36^ settimana e cinque giorni di gravidanza, si è presentata presso il pronto soccorso di Asola riferendo contrazioni. Prontamente presa in carico dal reparto di Ginecologia e Ostetrica, dopo l’esecuzione degli esami necessari per valutare la situazione della mamma e del bambino, è stato riscontrato il distacco della placenta: un evento incontrollabile, repentino e che ha conseguenze quasi sempre drammatiche per il feto.
La signora ed i parenti sono stati immediatamente informati della prognosi infausta per il feto e della necessità di eseguire immediatamente la sua estrazione cesarea. La sala operatoria è stata prontamente attivata con tutte le professionalità necessarie per eseguire l’atto chirurgico: tre ginecologi, il primario anestesista, due strumentiste, l’ostetrica di guardia e la capo-ostetrica. Sono stati inoltre attivati il primario della Struttura Complessa di Pediatria e il medico reperibile della Direzione Sanitaria. L’intervento non ha potuto far altro che constatare l’ormai avvenuto decesso del feto, che è stato trasferito nelle camere mortuarie dell’ospedale di Mantova per l’esecuzione degli accertamenti autoptici.
Alla signora Baldo sono state garantite tutte le cure del caso, sono state scongiurate più gravi complicanze e per ogni ulteriore cautela è stata trasferita presso l’Ospedale di Mantova.
In conclusione, i professionisti di entrambi gli ospedali hanno agito secondo le linee guida e procedure in uso, gestendo una situazione infrequente ma purtroppo non impossibile”.

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