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Visoni, allevatori: nostra attività legale e controllata

Lettera scritta da S. Bolzoni di Avia

Ringraziamo il Direttore per lo spazio e per averci consentito di rispondere al Signor Pavesi (leggi la lettera) senza alcun desiderio di polemica ma solo per quella che riteniamo una doverosa e corretta informazione.

Egregio Signor Pavesi vorremmo ricordare che ciò che esaspera la sensibilità animalista è un’attività perfettamente legale, strettamente normata e soggetta a verifiche da parte delle autorità di controllo, mentre ciò che esaspera l’allevatore è il costante pericolo di vedere violata la propria casa, la propria attività e distrutto tutto il proprio lavoro attraverso azioni criminali perché tali sono da considerare l’irruzione in aree private, la registrazione di immagini non autorizzate e la folle liberazione degli animali.

Il paragone evidentemente non tiene, dato che si tratta di considerare a questo se punto se la differenza tra ciò che è bene o male, lecito o no, sia riconducibile alle normative vigenti oppure alla propria sensibilità personale in nome di una superiorità morale del tutto presunta e ancora una volta, individuale. Se qualche associazione animalista viene a conoscenza di notizie di reato è sufficiente che contatti le Autorità, come pure avrebbe dovuto fare l’allevatore bersaglio degli attivisti. Non si comprende quale giustificazione abbia l’attività di investigazione che alcune associazioni animaliste pubblicizzano a gran voce  e che porta a produrre materiale audiovisivo ottenuto in evidente ambito di reato all’interno di aree private e “montato” in maniera fasulla e diffamatoria per dare all’opinione pubblica un quadro di atrocità che non rispecchia assolutamente la realtà quando le autorità di controllo che costantemente verificano questi luoghi non registrano violazioni.   Qualche nozione in più si dovrebbe pretendere da chi millanta di conoscere a fondo le esigenze degli animali, ma vale la pena sottolineare che gli animali di allevamento non sono in grado di viverne al di fuori perché sono stati selezionati dall’uomo e non hanno più alcuna capacità di procurarsi il cibo o di proteggersi dai predatori perché è l’allevatore che cura ogni loro esigenza. La sensibilità animalista  è legittima tanto quanto quella di chi alleva qualsiasi tipo di animale a qualsiasi scopo se vengono rispettate le regole,tutte le regole, da entrambe le parti. Per fortuna ai giorni nostri persiste ancora la possibilità di avere idee differenti sui i più svariati argomenti. Oggi l’allevamento del visone è condotto con criteri scientifici e tecnologici di sempre più elevato livello con un attenzione sempre più alta alle condizioni di benessere animale che vengono monitorate secondo criteri e metodi elaborati da centri di ricerca internazionali tra i più importanti e indipendenti. Il mercato globale sta premiando fortemente questa attività. Laddove l’allevamento da pelliccia è stato bandito, bisognerebbe verificare se l’informazione all’opinione pubblica sia stata condotta con criteri di realismo e onestà intellettuale.

Ricordiamo che nel 2012 è stato fatto un “ open day “  presso i nostri allevamenti proprio per mostrare direttamente a tutti gli interessati come funziona veramente un allevamento di visoni. La stessa iniziativa verrà ripetuta anche nel 2013 proprio perché l’allevatore non ha nulla da nascondere e siamo aperti al confronto soprattutto con chi, non conoscendo la nostra attività e la cura che poniamo nel quotidiano, non vede di buon occhio le nostre iniziative.

Silvia  Bolzoni
AIAV – Associazione Italiana Allevatori Visoni
www.aiav.it

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Commenti
  • mario

    Fate schifo.

  • Elisa Orlandotti

    Ma che norme? che regole??? Voi tenete prigioniere creature in condizioni impossibili e le portate al macello. Punto. Fatelo pure in gabbie d’oro, ma la realtà non cambia. E non c’è legislazione che tenga, quando l’etica è ben altra.
    Cambiate mestiere, riprendete la vostra dignità e lasciate a quelle povere bestie la loro, schiavisti che non siete altro.

  • Jorge Galie

    Non servono riforme, serve la cessazione dello sfruttamento.

    Riformare l’ingiustizia significa prolungare l’ingiustizia. Basta de uccidere per “vivere”

  • Elena Roversi

    Possiamo venire a vedere come si toglie la pelliccia agli animali?

    E’ vero che si introducono elettrodi nell’ano per stordirli?
    E’ vero che si spellano vivi?

    E’ vero che ciò che è legale, può essere immorale?

  • Davide

    Anche lo schiavismo è stato formalmente legale o legalizzabile, fino alla dichiarazione universale dei diritti umani del 1948. Il pensiero umano si evolve, va avanti. Le leggi riflettono a posteriori questi cambiamenti, sempre. Non volerlo capire e aggrapparsi all’ordinamento vigente è un atteggiamento da “casta” che prima o poi crollerà.

  • Francesco N.

    Legality is not morality. Uccidere per soldi è roba da disturbati mentali. Non c’è molto da discutere,

  • dali

    anche possedere schiavi era considerato legale…
    legale non vuol dire giusto!!!

    siete dei nazzisti!!!

  • Audrey Taschini

    Non posso che ribadire quanto detto da altri. Legale non significa morale: anche i nazisti, a detta loro, erano nella piena legalità. Cambiate lavoro, quel che fate è davvero ignobile e crudelissimo.