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'Salviamo il tribunale dei cremaschi', ultime carte per non chiudere

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‘Giù le mani dal tribunale dei Cremaschi’. Questo il motto di dipendenti, avvocati, sindaci, parlamentari e consiglieri regionali ‘in piazza’ oggi per difendere fino all’ultimo il palazzo di giustizia della città. Una manifestazione alla quale hanno preso parte oltre un centenio di persone, tutte convinte che il tribunale di Crema, al pari di tanti altri italiani, debba essere salvato dalle cesoie della riforma della geografia giudiziaria.
In campo i dipendenti che hanno organizzato la manifestazione e puntato il dito contro la nebulosità di questa riforma. “Siamo al 2 settembre – ha detto il sindacalista Fulvio Di Giorgio – e ancora non sappiamo cosa succederà. Oggi sono venuti per i primi preventivi per il trasloco che vogliono fare lampo in due giorni”.
In campo gli avvocati, capeggiati oggi da Martino Boschiroli, rappresentante dell’Udc, che ha ribadito l’importanza del tribunale di Crema, secondo in Italia per efficienza e invitato sindaci e parlamentari ad andare a Roma a parlare con il ministro: “Le forze politiche con i sindaci devono formare una delegazione ed andare a Roma dal ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri e chiedere che venga garantita l’attività giurisdizionale con tutti i magistrati”
In campo i parlamentari, Cinzia Fontana del Pd e Franco Bordo di Sel, che proprio questa mattina hanno tentato il tutto per tutto chiedendo un appuntamento con il sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Beretta, che si occupa della partita. “Un decreto si cambia in un minuto”, ha sottolineato Bordo al quale ha fatto eco Fontana mettendo l’accento sull’assurdità della decisione di mantenere il tribunale aperto solo come archivio. “Non è possibile aver dato più valore al parere consultivo dell’ordine degli avvocati di Cremona rispetto a quello del presidente del tribunale”.
In campo i sindaci del Cremasco che si riuniranno per discutere quali azioni portare avanti come ad esempio la restituzione delle fasce e la partenza di una delegazione per Roma. In campo anche l’ipotesi, remota sentendo l’umore anche solo dei sindaci presenti, di farsi carico dei costi del tribunale. L’appuntamento per i sindaci è fissato per giovedì, con l’ufficio di presidenza della Consulta. Pochi, pero, i presenti oggi di fronte al tribunale: c’era il presidente della Consulta, Giampietro Denti che intende uscire dall’incontro di giovedì con un documento unitario, c’era il sindaco di Spino d’Adda, Paolo Riccaboni, che ha inviato i colleghi a mettercela tutta per salvare il tribunale del Cremasco, anche pagando un obolo a cittadino per mantenerlo aperto, c’era il vicesindaco di Crema, Angela Beretta, che ha posto l’accento sulle difficoltà, anche a livello di questione legate ai servizi sociali, che la città e i cittadini incontrerebbero se il tribunale venisse chiuso. Con loro i sindaci di Bagnolo Cremasco, Doriano Aiolfi, Offanengo, Gabriele Patrini, Credera Rubbiano, Matteo Guerini Rocco, Madignano, Virgilio Venturelli, Ripalta Cremasca, Pasquale Brambini, Vaiano, Domenico Calzi e Montodine, Omar Bragonzi.
In campo, infine i consiglieri regionali, Agostino Alloni del Pd e Carlo Malvezzi del Pdl. Quest’ultimo ha ricordato l’impegno della Regione e del presidente Roberto Maroni per salvare i tribunali lombardi.
Uno schieramento che poi ha manifestato percorrendo qualche centinaia di metri fino di frontre all’accesso dell’ospedale maggiore per far sentire la propria voce anche ai cittadini.
Un ultimo disperato tentativo per salvare un tribunale agonizzante che in caso contrario è destinato a chiudere i battenti il prossimo 13 settembre.

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Commenti
  • Giacomo

    Sono convinto che il tribunale di Crema, al pari di tantissimi altri tribunali italiani, debba essere salvato dalle cesoie di quella che i sommi capi burocrati e politici vogliono farci intendere come riforma della geografia giudiziaria. In verità riforma non è, e,anche secondo me, è l’ennesima “porcata” di qualche benpensante che decide a pancia piena e senza idee