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Rapina al Bocciodromo, preso il complice dopo un altro colpo In carcere un cremonese

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Foto Sessa

I DETTAGLI – Collaborazione carabinieri-polizia e rapinatore preso. In carcere è finito un tossicodipendente cremonese che ha agito prendendo di mira un negozio cinese di via Gaspare Pedone, aggredendo una donna, la titolare, e portando via 200 euro. Tutto è accaduto nel pomeriggio di lunedì. E’ un classe 1981, B.M. le iniziali note, con precedenti di polizia. Si tratta dell’uomo riuscito a fuggire dopo il colpo di qualche giorno fa al Bocciodromo (un marocchino era stato arrestato nei minuti successivi dai carabinieri anche grazie all’intervento di un militare dell’esercito che si stava allenando in atletica all’esterno: vedi link in basso). E’ stato riconosciuto dalla vittima della rapina al Bocciodromo. La vicenda è stata delineata dalle forze dell’ordine durante una conferenza stampa nella mattinata di mercoledì.

Dopo la rapina in via Gaspare Pedone la polizia ha avviato le indagini, che hanno portato all’identificazione del cremonese. Nel frattempo i carabinieri stavano indagando sulla rapina al Bocciodromo. Inizialmente i militari dell’Arma pensavano che il complice del marocchino arrestato subito dopo il colpo al Bocciodromo fosse un connazionale, ha spiegato il capitano Livio Propato, ma anche grazie agli elementi forniti dalla sorella dell’uomo preso immediatamente dopo la rapina, è emersa una frequentazione assidua con il cremonese gravitante nel mondo della droga (la conoscenza tra i due, hanno spiegato gli investigatori, sarebbe proprio nata nell’ambiente degli stupefacenti).

Il cremonese, come accennato, è stato riconosciuto sia dall’anziana del Bocciodromo che dalla commerciante cinese. “Aveva le ore contate”, ha detto il capitano Propato, che ha sottolineato assieme al sostituto commissario Gianluca Epicoco la pericolosità del soggetto. Dopo essere stato bloccato, ha ammesso che avrebbe fatto altre rapine se non fosse stato preso. E’ ora in stato di fermo con l’accusa di rapina aggravata e si trova nel carcere di Cremona.

Il capo di gabinetto della questura, Adele Belluso, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra carabinieri e polizia. Sono in corso ulteriori accertamenti per stabilire se altre rapine siano state firmate dal marocchino e dal cremonese.

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Commenti
  • federico

    pena di morte agli spacciatori e poi se a delinquere è un cremonese la colpa è comunque del fatto che le forze dell’ordine devono perdere troppo tempo ad arrestare tutti gli stranieri presenti in Italia

    • Young

      Dategli un lavoro e uno sipndio!!

  • Pinco pallo

    I soliti commenti di gente ignorante!!!i delinquenti sono delinquenti che siano italiani o stranieri….La sorella del marocchino ovviamente pure lei marocchina ha dato delle informazioni che sono tornati utili alle indagini quindi non tutti gli stranieri sono mele marce…