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Addizionale Irpef, Cremona tra le città al top A Riccione appena 0,1%

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Cremona è nel gruppo di testa dei comuni dove per il 2013 si pagherà il massimo dell’addizionale Irpef, pari allo 0,8% del reddito. Insieme a Cremona ci sono altre 49 realtà, tra i comuni di maggiori dimensioni che hanno già deliberato, applicando esenzioni a redditi più o meno alti. Sotto il Torrazzo, come è noto, pagheranno solo i redditi al di sopra dei 10mila euro; altrove pagheranno tutti, come a Biella, Campobasso, Chieti, Follonica, Imperia, Giaia Tauro, Rieti. In un altro gruppo di comuni l’esenzione è estesa fino ai redditi di 75mila euro, quindi riguarda la stragrande maggioranza dei contribuenti: ad esempio  Arezzo, Lucca, Forte dei Marmi, Milano, Ferrara, Pavia, Reggio Emilia, mentre un ristretto numero di città ha stabilito una soglia di esenzione più bassa, 7 o 8 mila euro. Molti centri non hanno ancora deliberato.

La tabella pubblicata oggi dal Corriere della Sera mostra che Cremona è tra le città più care per quanto riguarda l’addizionale comunale, tra le non molte fonti di entrata certe per le casse comunali. Resta infatti l’incognita del rimborso dallo Stato per l’Imu prima casa 2013, che potrebbe comportare un mancato introito da 700- 800 mila euro. Riguardo la Tares poi, la nuova tassa rifiuti, si sa solo che quest’anno dovremo pagare l’intero costo del servizio, ma la Giunta Perri non ha ancora messo mano al regolamento che dovrà decidere come applicare i correttivi sulle varie fasce di contribuenti. Il problema sarà di evitare di gravare troppo sulle famiglie (le più numerose sono penalizzate, finchè non viene introdotto un chiaro sistema di pesatura della raccolta differenziata) senza allo stesso tempo penalizzare eccessivamente i ceti produttivi (capannoni , ristoranti e bar, ad esempio) che già hanno molti motivi di lamentele.

Ma molti centri urbani hanno deciso di non pigiare sull’acceleratore dell’Irpef. Per la verità sono una manciata, ma significativa. A Belluno, addizionale unica dello 0,73%; a Bologna 0,7% ma solo oltre i 12mila euro; a Bergamo, Bordighera, Ravenna, Vicenza si applica lo 0,6% e in alcuni casi con esenzioni;  aliquota unica dello 0,5% a Capri, Monza e Prato; ad Aosta e Jesolo 0,3%, e a Pisa appena lo 0,2. Il record lo detiene però Riccione, provincia di Rimini, dove il comune può permettersi un’aliquota dello 0,1% con esenzione totale fino ai 15mila euro.

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Commenti
  • germana

    potrebbe essere che mentre a Cremona decidono i commercialisti a Riccione decidono i politici …..

  • luigi

    E’ ovvio che se devi mantenere tanti dirigenti, con così alti stipendi, in qualche maniera i soldi li devi trovare. Ecco spiegato il massimo dell’addizionale Irpef a carico dei cittadini cremonesi. E ridurre il numero e gli stipendi dei dirigenti comunali e abbassare le tasse ai cittadini non sarebbe più sensato?

  • Claudio

    Grande Perri!Grande Nolli! L’anno prossimo a casa!

  • MARIA

    NOI FATICHIAMO AD ARRIVARE A FINE MESE, MENTRE I DIRIGENTI COMUNALI CON I SOLDI DELLE NOSTRE TASSE, CHE CONTINUANO AD AUMENTARE, FANNO LA BELLA VITA.
    MA COM’E’ POSSIBILE IN UN MOMENTO DIFFICILE COME QUESTO NON RIVEDERE AL RIBASSO GLI STIPENDI E I PREMI DI QUESTI SIGNORI E DIMINUIRE (ANZICHE’ AUMENTARE) LE TASSE. NON PROVINO PIU’ A DIRE CHE IL COMUNE NON HA I SOLDI PER QUESTO E QUELL’ALTRO. I SOLDI PER I DIRIGENTI COMUNALI CI SONO SEMPRE E IN ABBONDANZA. E’ ORA DI FINIRLA

  • contribuente imu

    Questa amministrazione verrà ricordata come quella che ha più di tutte è stata capace di aumentare a dismisura le tasse….alla faccia nostra.

  • luca

    Non sarà ma forse mi sbaglio che il comune di riccione si finanzia con i turisti e non con le tasse dei propri cuttadini. I dirigenti ci sono anche a riccione e giustamente non lavorano gratis

    • mario

      Sicuramente i dirigenti del Comune di Riccione verranno regolarmente retribuiti. La differenza è che nel Comune di Cremona servono 17 dirigenti per mandare avanti la baracca, mentre al Comune di Riccione ne servono solo 9, quasi la metà.