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A2A: occhi su Lgh Per Cremona rischio emarginazione

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Ricompare il nome di A2A, il colosso delle multiutilities italiane, nel futuro prossimo di Lgh. In un servizio sul risiko delle aziende energetiche ex municipalizzate, pubblicato oggi sul Corriere Economia, viene dato per certo l’interessamento della Spa nata dal matrimonio tra Aem Milano e Asm Brescia, per la “piccola” spa della Bassa, sede a Cremona e attiva nei territori di Crema, Pavia, Rovato e Lodi. La scelta strategica di A2A è quella di aggregare realtà più piccole, come dichiara nell’intervista lo stesso sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, mentre Lgh da tempo si starebbe guardando in giro nell’ottica di un consolidamento attraverso alleanze e operazioni strategiche. Per stare a quanto dichiara nella mission aziendale, “obiettivo di LGH è consolidare la propria presenza sul mercato nazionale e acquisire dimensione e massa critica a partire dai territori adiacenti”. Col suo milione di clienti, Lgh è minuscola rispetto ad A2A e il rischio di schiacciamento e di perdita di autorità da parte degli enti locali d’origine è molto forte. Già oggi, l’operatività di Aem Gestioni, il braccio esecutivo di Aem Spa, a sua volta socio di Lgh, viene spesso considerata meno incisiva di un tempo (rispetto alla vecchia muncipalizzata Aem) nella risoluzione dei problemi locali (vedi ad esempio questione rifiuti o il tema degli utili girati da Aem al Comune, quest’anno molto più bassi a causa del “buco” di Lgh).

La scorsa estate il gossip economico finanziario parlava dell’interesse di Lgh per Acsm Agam, società partecipata dai comuni di Monza e Como, e di Agsm Verona, in entrambi casi società più piccole e comparabili con quella della Bassa Lombardia. A2A a sua volta partecipa nella stessa multiutility brianzola.

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