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Caso editoria, condannato per truffa l'ad di 'Cronaca'

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Con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato, Massimo Boselli Botturi, 49 anni, residente a Casalmaggiore, amministratore della cooperativa Nuova Informazione, è stato condannato ad una pena di due anni e sei mesi di reclusione. La sentenza è stata emessa nel tardo pomeriggio dal giudice Pierpaolo Beluzzi. Per l’accusa, Boselli ha truffato lo Stato, percependo indebitamente contributi per l’editoria: complessivamente 5 milioni 597.404,91 euro incassati nel 2006 e 2007 “con ingiusto profitto” dalla cooperativa Nuova Informazione, che editava il quotidiano La Cronaca, e dalla Sep relativamente all’anno 2007. In sostanza Boselli, a corredo delle domande di ammissione ai contributi per l’editoria relativi al 2006/2007, ha presentato dichiarazioni attestanti falsamente l’insussistenza di rapporti di collegamento o di controllo, mentre in realtà era anche “amministratore occulto di un’altra cooperativa percettrice di contributi per l’editoria (Sep), inducendo in errore il competente ufficio per il dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri”.
Il giudice ha anche disposto la confisca dei beni  nella disponibilità di Boselli Botturi (o per interposta persona) per il valore pari ai contributi percepiti illecitamente.
Il coimputato Silvio Agosti, all’epoca dei fatti legale rappresentante della cooperativa Servizi Editoriali Padani (Sep), e lo stesso Boselli Botturi, sono invece stati assolti da un secondo capo di imputazione relativo all’accusa di truffa in concorso: per la procura, Agosti era la “testa di legno” messa da Boselli ad amministrare la Sep.

Per entrambi i capi di imputazione, il pm onorario Paolo Tacchinardi aveva chiesto per Boselli la pena di due anni e sei mesi, mentre per Agosti la pena di un anno. La motivazione della sentenza sarà resa nota entro 60 giorni.

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