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Carcere, la Uil denuncia: "Sicurezza a rischio, verificare agibilità"

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Quadro elettrico e stenditoio nel vecchio padiglione di Cà del Ferro. Foto scattate dalla delegazione Uil PA Penitenziari durante la visita del 3 ottobre

In data 3 ottobre una delegazione della UIL PA Penitenziari ha fatto visita alla Casa Circondariale di Cremona per verificare lo stato dei luoghi e le condizioni di lavoro, secondo le modalità previste dalla vigente normativa. A presiedere la delegazione c’era Angelo Urso, Segretario Nazionale della UIL di categoria, che commenta così il giro effettuato: “E’ la seconda volta, quest’anno, che visitiamo la struttura cremonese e devo purtroppo constatare che solo pochi degli interventi richiesti, e necessari, in occasione della visita fatta circa sei mesi fa, hanno trovato seguito e attenzione. Giudizi positivi posso esprimere solo per gli interventi fatti sui tetti della cucina detenuti e del reparto infermeria, per abbattere il fenomeno delle infiltrazioni. Per il resto chiaramente non possiamo ritenerci soddisfatti, reiterando quindi le segnalazioni sulle esigenze di intervento, la cui priorità sembra interessare la caserma agenti, chiusa per inagibilità dai Vigili del Fuoco e il settore colloqui, in cui le infiltrazioni mettono a rischio anche la salute del personale, attesa la prossimità rispetto ai diversi punti luce.”

Prosegue Urso, accomunando la questione strutturale a tutti gli altri complessi detentivi: “Mentre si costruiscono nuovi padiglioni, quelli vecchi cadono a pezzi. La manutenzione ordinaria non viene garantita per i noti tagli della politica, non solo nei confronti dell’Amministrazione Penitenziaria. Forse è utile che la politica, il Governo e le Istituzioni interessate prendano coscienza che ristrutturare un edificio a pezzi, costa molto più che mantenerlo con appositi stanziamenti sui capitoli di manutenzione ordinaria”.

Chiude con una nota positiva il sindacalista: “Meno male che a Cremona, a far da contraltare vi è una stabile serenità lavorativa, in cui la fruizione dei diritti del personale0 non sembra aver mai subito dei regressi. L’auspicio è quello cha l’apertura del nuovo padiglione non comprometta l’attuale equilibrio e che le scelte organizzative, seguano logiche di confronto con le organizzazioni sindacali e non facciano patire sulle spalle del personale il cambiamento epocale dell’istituto cremonese.”

Interviene anche Vincenzo Termine, responsabile provinciale della UIL che esprime giudizio negativo sul giro effettuato: “Una struttura vecchia, con poca manutenzione. Infatti l’inverno è alle porte e quindi richiede un immediato intervento per la sistemazione del tetto del vecchio padiglione detentivo. Soprattutto le sezioni, denominate E ed F poste all’ultimo piano del suddetto reparto, presentano numerosissime infiltrazioni d’acqua; parecchie di queste attraversano l’impianto elettrico e vanno a sfociare dentro un secchio posto sopra il quadro elettrico che è collocato, all’interno del box dove opera l’addetto alla vigilanza. Tutto questo rappresenta una violazione delle più elementari regole in materia di sicurezza sul posto di lavoro. Quindi chiediamo una verifica da parte degli organi competenti, affinchè accertino lo stato di agibilità delle stesse sezioni. Per il resto non c’è altro da dire anche perché le foto si commentano da sole”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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