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Formaggi avariati, imprenditore Tradel condannato a una pena di quattro anni

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Domenico Russo in aula

In due colpevoli di aver “alterato le caratteristiche di vari prodotti lattiero caseari prima che fossero distribuiti per il consumo, rendendoli pericolosi per la salute pubblica”. La parola fine all’iter processuale dei formaggi avariati l’ha messa il collegio presieduto dal giudice Pio Massa (a latere i colleghi Andrea Milesi e Francesco Sora) che ha condannato l’imprenditore siciliano Domenico Russo ad una pena di 4 anni. Per Russo, a capo della Tradel di Casalbuttano (chiusa nel giugno del 2007), dove i prodotti venivano sconfezionati, e della Megal di Vicolungo (Novara), dove i formaggi venivano pastorizzati e lavorati prima della loro immissione sul mercato, il pm Francesco Messina aveva chiesto 5 anni di reclusione. Russo era difeso dagli avvocati Marcello Lattari, di Cremona, e Renzo Inghilleri di Novara.

Il collegio ha anche condannato Luciano Bosio, direttore dello stabilimento Tradel (assistito dall’avvocato Antonino Andronico, di Bergamo), ad una pena di due anni e 3 mesi (il pm aveva chiesto tre anni).

Assolti gli altri imputati: il romeno Gheorghe Vlagea, capo reparto e responsabile del magazzino (assistito dagli avvocati Pierluigi Gritti e Ilaria Ceriali). Per lui il pm aveva chiesto due anni e sei mesi, e Francesco Tripodi, capo reparto e responsabile della Megal (il difensore è Roberto Rognoni di Novara). Per lui il pm aveva chiesto l’assoluzione.

La vicenda ha avuto inizio nel 2006 quando la guardia di finanza aveva fermato per un controllo casuale un mezzo pesante contenente  formaggi pieni di muffe, escrementi di roditori, vermi e  inchiostri. Per l’accusa, dal 2004 al giugno 2007  gli imputati “lavoravano formaggi destinati al consumo umano, mescolandovi prodotti per il consumo animale, oppure, in altri casi, prodotti avariati e dall’odore nauseabondo recanti la presenza di estese muffe, di inchiostri, di residui di plastica, di vermi, di topi morti e di escrementi di roditori”. Quel formaggio avariato e putrefatto era merce che doveva essere smaltita, destinata ad uso zootecnico. E invece era stata riciclata e lavorata come prodotto “buono”, di prima qualità.

La posizione dei veterinari, accusati di  abuso d’ufficio:

Riccardo Crotti, capo del dipartimento Asl di Cremona, difeso dall’avvocato Mario De Bellis, del foro di Mantova, è stato condannato ad otto mesi per abuso di ufficio per un solo capo di imputazione, assolto per gli altri (per tutti i capi di imputazione il  pm aveva chiesto due anni e 6 mesi). Per l’accusa, Crotti aveva procurato a Russo un “ingiusto vantaggio patrimoniale in quanto, pur essendo a conoscenza del fatto che Tradel disattendeva in maniera evidente le norme igienico sanitarie e non si era uniformata alle prescrizioni imposte con provvedimento del 2 ottobre del 2006, ometteva di attivarsi per sospendere o revocare il provvedimento di riconoscimento dello stabilimento o comunque per sospenderne l’attività”.
Anche Paolo Balestreri e Andrea Chittò (per ciascuno dei due il pm aveva chiesto un anno e sei mesi), sono stati assolti dagli altri capi di imputazione, ma condannati ciascuno ad una pena di 6 mesi in quanto dopo aver effettuato il sopralluogo alla Tradel, avevano omesso di far mettere a verbale che la ditta non aveva adempiuto alle prescrizioni igienico sanitarie impartite con provvedimento della Regione Lombardia. Entrambi erano difesi dall’avvocato Isabella Cantalupo. Per i veterinari, in particolare per Crotti, fondamentali sono state le intercettazioni telefoniche. Telefonate tra Crotti e Russo dalle quali “si evince come Crotti sia dispiaciuto nello spiegare a Russo che lui deve insistere nel fargli rispettare le norme perché ha il fiato sul collo della Regione”.

Le due parti civili, il consorzio Tutela Provolone Valpadana (rappresentato dall’avvocato Vito Castelli) e AltroConsumo (avvocato Nora Lisa Passoni) saranno risarcite ciascuna con una provvisionale immediatamente esecutiva di 3mila euro.

La motivazione della sentenza sarà depositata entro novanta giorni.

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