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Calcioscommesse: sul boss Dan, Singapore nega collaborazione

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“Da Singapore hanno comunicato che non faranno sapere nulla in quanto le indagini sono in corso”. Così il procuratore della Repubblica di Cremona Roberto di Martino torna sullo scandalo del calcio scommesse con riferimento all’arresto, avvenuto lo scorso settembre a Singapore, di Tan Set Eng, detto ‘Dan’, il boss, finito in manette insieme ad altre tredici persone con l’accusa di aver truccato partite di calcio a livello mondiale. Dunque, da Singapore non sembra esserci alcun desiderio di collaborare con la procura di Cremona, che da parte sua vorrebbe poter acquisire elementi che potrebbero essere utili all’inchiesta cremonese. “Ho inviato a Singapore una copia dell’ordinanza”, ha sottolineato il procuratore, “tradotta anche in inglese, speriamo di superare gli ostacoli e di arrivare ad una collaborazione, cosa che però al momento sembra difficile”. Di martino non ha escluso di formalizzare una richiesta di rogatoria. Prima di essere arrestato a Singapore, Dan risultava  latitante dalla prima ondata di arresti disposta dal gip Guido Salvini nel 2011. Secondo il procuratore, Dan avrebbe avuto ”il ruolo di capo dell’organizzazione” per realizzare, con gli altri indagati, ”a livello mondiale, anche con ripartizione di zone territoriali di competenza tra alcuni associati, una pianificazione degli interventi illeciti, qualificabili come delitti di frode in competizioni sportive, nonche’ di truffe, reati diretti ad influire sul risultato e ad alterare, in molteplici campionati di calcio, in ‘coppe’ nazionali e non, in partite internazionali, il naturale esito delle partite”.

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