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Violino, in un mese 115mila euro di entrate Minoranza: 'E i costi?'

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9mila ingressi al Museo del Violino nel primo mese e una settimana di vita. La maggior parte dei visitatori (il 70%) è venuta a Cremona a visitare la grande esposizione di piazza Marconi da fuori città. 115mila euro le entrate, comprendenti sia il museo che i concerti all’auditorium. Sono questi i primi numeri, anche economici, del Museo del Violino, comunicati nel corso della commissione comunale di vigilanza alla presenza del sindaco e presidente della Fondazione MdV  Oreste Perri, della direttrice generale Virginia Villa e del membro del Cda Walter Montini. Le prossime tappe per una primissima verifica del rapporto tra entrate e uscite è in programma il 6 novembre, ha spiegato il sindaco, quando si riunirà il Consiglio di amministrazione. “Prima di allora non mi sembra corretto anticipare valutazioni”, ha detto tra l’altro.  Annunciata anche per  il 15 novembre la prima riunione del comitato scientifico. Durante la discussione, diverse parti della minoranza hanno insistito sulla mancanza di  trasparenza per quanto riguarda i costi. “La cultura per noi deve essere oggetto di investimenti – ha detto per esempio il consigliere del Pd Daniele Burgazzi – Vorremmo sapere quanto il Comune è disposto a mettere in futuro e quale sia il bilancio preventivo di un’iniziativa di cui tutti riconosciamo l’importanza”.

Ad inizio seduta il presidente della Vigilanza Giovanni Gagliardi ha ricordato gli scopi della convocazione: capire fino a che punto il coinvolgimento del Comune abbia implicazioni economiche sul bilancio dell’ente, soprattutto per gli anni futuri e comprendere il quadro economico d’insieme. “Il Comune è come Davide di fronte a Golia”, ha detto. Inoltre: se il bacino d’utenza della concertistica del Ponchielli è lo stesso dell’Auditorium Arvedi, fiore all’occhiello dell’MdV, non c’è il rischio di una concorrenza tra enti culturali della stessa città?

Sia il sindaco che la direttrice Villa hanno molto insistito sul carattere di novità di questa istituzione, senza modelli da imitare e da costruire “passo dopo passo”, ha detto Perri. “Anche per questo motivo abbiamo fatto solo assunzioni a tempo determinato fino al 31 dicembre 2013 e stiamo facendo un monitoraggio mensile. E’ una situazione che richiede grandissima prudenza e anche un po’ di umiltà, nell’essere disponibili ad ascoltare. C’è un comitato scientifico che esprime grandi competenze”. Perri ha ammesso la necessità di agire con “molta attenzione sulle voci entrate ed uscite, ma servirà almeno un anno per fare delle valutazioni, non basta certo un mese di apertura. Quello che ho potuto constatare fin d’ora, anche parlando con i gestori dei locali della zona, è che qualcosa si è mosso”.

Perri ha ricordato la composizione qualificata del comitato scientifico a cui spetta il compito di programmare una serie di attività che mantengano alto il richiamo che MdV ha esercitato a ridosso dell’apertura (900 pagine di rassegna stampa contate sui media nazionali e internazionali dall’agenzia di comunicazione). “Siamo partiti forte, ma dobbiamo tenere il passo, attraverso una continua ricerca di motivi di interesse per il più ampio pubblico possibile”. Altri soci potrebbero aggiungersi, forse anche la Provincia (che finora non ha aderito alla Fondazione). “Faremo in modo di evitare ulteriori costi per il Comune, augurandoci che altri soci si uniscano ai fondatori”, ha detto Perri. Il fund raising sarà una strada da battere con insistenza, ha spiegato Villa, cercando finanziatori soprattutto nel contesto nazionale e internazionale, per non “spremere” sempre gli stessi sponsor locali, che sono poi gli stessi del Ponchielli. “E se va in crisi il Ponchielli – ha detto Villa – va in crisi anche MdV, perchè tra noi non c’è concorrenza, ma una vitale collaborazione”.

Forti le rimostranze dei consiglieri Pd Maura Ruggeri e Daniele Burgazzi e di Ferdinando Quinzani di Cremona per la Libertà, circa la scarsità dei dati economici comunicati in commissione. “Sono quattro anni che chiediamo di conoscere sia la progettualità che l’impegno economico d’insieme – ha detto tra l’altro Ruggeri – Questo non perchè vogliamo i conti della serva, ma perchè siamo preoccupati che in futuro  questa “Ferrari” non si sia più in grado di guidarla. Vorremmo avere alcuni elementi che ci facciano capire la traiettoria lungo la quale si muove questa iniziativa che indubbiamente è di importanza enorme per l’intera città”. Ancora più esplicito Quinzani. “La Fondazione non può essersi attivata senza un bilancio preventivo. E’ ovvio che vi sia una serie di costi fissi che avete messo in preventivo e che sono già quantificabili. Proprio perchè siamo a fine mandato amministrativo, sarebbe importante conoscere i costi della struttura che magari un domani sarà un’altra amministrazione a dover gestire”.

Da parte sua, la direttrice Villa ha fornito il dato relativo al contributo di Friends of Stradivari alla Fondazione MdV, 100mila euro in un solo anno, frutto delle elargizioni liberali degli “amici di Stradivari” sparsi per il mondo. Un contributo rappresentativo ed importante, ma non molto significativo all’interno di un budget che voci di corridoio dicono sia nell’ordine di quasi due milioni di euro. All’insistenza dei consiglieri di minoranza, Perri si è innervosito: “Sono deluso – è sbottato – mi pare che qui il discorso sia finito nel solito gioco di maggioranza e minoranza. Credevo che dalla descrizione dettagliata dei progetti in corso, fatta dalla direttrice Villa, con la quale mi complimento, fosse chiaro che siamo di fronte ad una grandissima opportunità per Cremona. Non scivoliamo in basso. Il Museo del Violino appartiene a Cremona e ai cremonesi”.

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Commenti
  • Lora Daria

    Scopa nuova come si dice scopa bene. Poi bisogna vedere se si continua così. Per avere riscontri sono necessarie iniziative continue e di grande interesse e anche quelle hanno un costo.
    La trasparenza poi è sempre importante.
    E del bar la cantina di Bacco o come si chiama nessuno qui dice nulla ?

  • Pole position

    Neanche quelli del PD si fidano della gestione dei loro: Villa, Iotta, Bodini, Cacciatori, e quindi fanno le critiche al sindaco, tutto dire!
    Il museo è una Ferrari, forse, di sicuro ha gli stessi costi proibitivi.
    Il bar fa sempre il paio con il bookshop, chi li ha messi lì? Nessuno lo sà…