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Pulizie in Comune, risparmiati 65mila euro La metà va ai consulenti

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La spending review del Comune sui servizi di pulizia nelle varie sedi ed uffici, ha fruttato un risparmio di ben 65.261 euro all’ente locale, sull’ultimo contratto biennale siglato a luglio. E’ il frutto della consulenza stipulata nel novembre 2011 con una società specializzata in “applicazione di tecniche per la riduzione della spesa per la fornitura di beni e servizi”, la Crs Advisory srl  di Lucca, a cui il Comune aveva conferito un affidamento diretto. L’incarico, affidato esternamente in quanto per il Comune non riteneva esistessero competenze interne, era quello di studiare accuratamente le varie voci di spesa sostenute per alcune forniture (utenze di energia elettrica e gas, manutenzione impianti anti-intrusione a antincendio, pulizie, spese postali) e trovare all’interno dei vari appalti in essere quegli elementi che potevano essere corretti per consentire all’ente di risparmiare. L’operazione ha portato ad un risultato soddisfacente per quanto riguarda l’appalto delle pulizie: e così a maggio di quest’anno l’ente locale stipulava un nuovo contratto valevole per il biennio 1 luglio 2013 – 30 giugno 2015, conseguendo un risparmio non indifferente.
Nulla però arriva gratis e, come previsto dal contratto stipulato nel 2011, la società di consulenza ha subito battuto cassa. La convenzione infatti prevedeva una percentuale del 50% sul risparmio conseguito: alla società lucchese spettano 39.483 euro, che con l’aggiunta dell’Iva, in parte al 20, in parte al 21%,  fanno 48.070 euro. L’importo finale è stato ricalcolato qualche giorno fa, con una determina del dirigente settore Economato, dopo un primo stanziamento fatto a luglio, con una integrazione di circa 7mila euro in più.

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Commenti
  • Sergio

    Forse non sono molto bravo in matematica ma il 50% di 65.000 e 32.500.
    Come mai alla società di consulenza vanno quasi 39.500,00 euro?

    • Giuliana

      Sono stati riportati i dati e le motivazioni contenute nella determina dirigenziale 1607 del 22/10/2013, nella quale troverà i riferimenti a due precedenti determine che spiegano l’apparente incongruenza.