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Ospedale: si allarga la protesta e la dirigenza: "No toni offensivi"

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AGGIORNAMENTO – Presidio e assemblea all’aperto, questa mattina di fronte all’ingresso dell’Ospedale, organizzate dai sindacati confederali Cgil Cisl e Uil e dal Nursing Up. Si sono svolti questa mattina, dalle 7 fino a poco prima delle 11, nell’orario di massima affluenza di visitatori. Come noto il motivo scatenante è la modalità di pagamento degli straordinari effettuati nel 2012 da parte dell’azienda. Dal Fondo di bilancio destinato a questa specifica retribuzione, mancano poco più  di 200mila euro che l’Azienda ha deciso di reperire da altre voci, contro il parere dei sindacati. Pronti ad adire le vie legali, appellandosi al contratto, al regolamento, agli stessi accordi siglati con l’azienda nel corso dei numerosi incontri di trattativa svoltisi sull’argomento.

Ma a questo motivo scatenante se ne stanno aggiungendo altri che attaccano, come denuncia un comunicato della Rsu di ieri, le spese sostenute nei tre anni di gestione dell’attuale dirigenza per consulenze, opere edili nella palazzina dirigenziale, utilizzo dell’auto blu, acquisti milionari di macchinari diagnostici mai utilizzati ed altro ancora. Insomma una serie di spese che fanno ritenere ai lavoratori che i soldi in cassa ci siano, ma vengano utilizzati in maniera sbagliata. Gli striscioni appesi all’ingresso prendono di mira tutta la direzione strategica: il direttore sanitario Camillo Rossi (“Quanti progetti hai concluso in tre anni?”)  e la direttrice amministrativa Ida Beretta (“Applica la spending review anche agli stipendi dei dirigenti”). Nel corso della mattina i lavoratori in servizio si sono alternati al presidio, compatibilmente con la necessità di non interrompere il servizio in corsia.

Venerdì 8 novembre, si replica di fronte all’Oglio Po di Casalmaggiore, sempre alla stessa ora.

LA REPLICA DELLA DIREZIONE DELL’OSPEDALE

In tarda mattinata, una nota dell’Ufficio stampa dell’ospedale replica: “Soliti a non “mettere in fila inesattezze” bensì ad argomentare con oggettività e concretezza fatti e scelte che riguardano l’Azienda Ospedaliera di Cremona, i suoi dipendenti e i servizi offerti ai cittadini, desideriamo precisare che: lo stato di agitazione proclamato dalle organizzazioni sindacali legittimo e per questo rispettato, non consente, a nostro avviso, di usare toni offensivi verso le persone che lavorano o che rivestono ruoli di responsabilità all’interno dell’Azienda stessa. Desideriamo inoltre ribadire: l’impossibilità a utilizzare fondi di bilancio per finanziare le indennità accessorie (ore eccedenti) del personale dipendente. Attualmente, i contratti contabilizzati alla voce consulenze, per altro pari ad un importo complessivo che non arriva a 1.200.000 euro, sono solo di natura sanitaria e – come bene noto – si riferiscono a contratti libero professionali di personale in servizio presso la Casa circondariale di Cremona (in progressivo aumento di detenuti) e alcune Unità Operative strategiche dell’Ospedale. Riguardo agli acceleratori lineari si ricorda che sono apparecchiature tecnologicamente avanzate in grado di garantire le cure radioterapiche migliori, in termini di efficacia e qualità di vita, ai pazienti affetti da patologie oncologiche la cui incidenza sul nostro territorio vanta un triste primato”.

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