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Fusione tra parrocchie si lavora su unica realtà per S.Ambrogio-S.A.M.Zaccaria

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Doppo Sant’Agata e S.Ilario, parrocchie apripista in città per le unità pastorali; dopo l’avvio, in quest’anno pastorale, della sperimentazione di un’unica pastorale giovanile a S.Pietro e S. Agostino, il vescovo si accinge a varare un’altra collaborazione tra parrocchie cittadine. Stavolta la sinergia riguarderà le comunità di S.Ambrogio, S.Antonio Maria Zaccaria, Cambonino e Picenengo, altrettante realtà cittadine ben definite che saranno chiamate ad unire le forze. Un po’ il noto calo delle vocazioni, un po’ la necessità di adeguare la struttura organizzativa della diocesi ai tempi che cambiano, si sta piano piano ridisegnando la geografia della chiesa cremonese. Che in città ha sempre visto una forte identificazione tra quartieri, o frazioni (come Picenengo) e il rispettivo campanile. Le unità pastorali, già avviate da anni nei centri minori della diocesi dove il problema della “solitudine” dei sacerdoti era più evidente, rispondono alla precisa indicazione del vescovo Lafranconi ad imboccare la strada della “pastorale integrata”, che a seconda delle varie realtà ha preso forme diverse. Come scrive il sito della Diocesi, “per Sant’Agata e Sant’Ilario, così come per il Migliaro e il Boschetto, si è arrivati alla formazione di vere e proprie unità pastorali. In altri casi, invece, la sinergia tra le parrocchie è stata focalizzata su specifici aspetti: è il caso delle parrocchie di San Bernardo, San Francesco allo Zaist e Immacolata Concezione al Maristella dove, ormai da due anni, la pastorale giovanile è affidata a un solo vicario. Ancora in fase di avvio la collaborazione organica tra le parrocchie di Sant’Ambrogio, Sant’Antonio Maria Zaccaria, Cambonino e Picenengo. Proprio in questa scia si collocano le novità per le parrocchie di Sant’Agostino e San Pietro al Po”.  Per ora solo a  San Pietro è già partita l’iniziazione cristiana catecumenale mentre  a Sant’Agostino non ancora; dal prossimo anno potrà partire anche a Sant’Agostino. In quest’ultimo caso è stato il vescovo stesso, il 2 ottobre, ad incontrare i due consigli pastorali e a spiegare le novità: per ora restano due parroci distinti, un unico vicario come punto di riferimento per i due oratori, un collaboratore festivo per la celebrazione delle messe. In prospettiva,  alla fine di questo anno pastorale appena iniziato, ci sarà la pensione per don Felice Bosio, storico parroco di S. Agostino che lascerà per limiti di età, “dopo quarant’anni di generoso ministero pastorale”.

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