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Chiedere l'obolo con la stampella non è reato Archiviato caso finto invalido

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Abusava della credulità popolare chiedendo l’elemosina con una stampella allo scopo di impietosire, ma in realtà per camminare non aveva bisogno delle stampelle. Con questa accusa, Nicolae, un romeno di 34 anni, aveva rimediato una denuncia da parte degli agenti della questura che tempo fa lo avevano notato in via Buoso da Dovara “appiedato ed apparentemente disabile”, chiedere l’elemosina agli automobilisti. Per il gip, però, la stampella “non è un elemento che determina un abuso della credulità popolare”, e il caso è stato archiviato. Nel verbale redatto dagli agenti si legge che l’uomo camminava “molto lentamente” e “in modo vistosamente scoordinato con l’ausilio di una stampella”. Il 34enne si avvicinava agli automobilisti fermi al semaforo, chiedendo l’elemosina. “Tenendo un atteggiamento sottomesso e volto ad impietosire gli interlocutori, chiedeva loro un obolo, spesso ricevendolo”. Nel verbale si precisa che “la sua presenza creava intralcio alla regolare circolazione: quando il semaforo diventava verde, l’uomo occupava ancora la sede stradale per poi comodamente raggiungere il marciapiede”. Quando si era accorto della presenza degli agenti, “il presunto handicappato” aveva cercato di defilarsi “con disinvoltura”, ma era stato raggiunto e fermato. Dal controllo sulla sua identità era emerso che lo straniero aveva un precedente penale a Piacenza di abuso della credulità popolare risalente a pochi mesi prima e che era stato più volte sottoposto a rilievi foto segnaletici in varie città italiane. Nel colloquio con i poliziotti, il 34enne aveva ammesso di utilizzare la stampella allo scopo di infondere un sentimento di pietà nei passanti, per poi riscuotere offerte in denaro. Subito dopo, infatti, aveva abbandonato spontaneamente la stampella, dimostrando di camminare normalmente e di aver simulato di essere un disabile. L’uomo era stato trovato in possesso di 117,88 euro in monete da uno e due euro, provento della sua attività di accattonaggio. Il caso è arrivato in tribunale, ma il giudice, accogliendo la richiesta della procura, ha archiviato il procedimento in quanto “non emergono elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio con riferimento alla effettiva attitudine al mezzo usato per mendicare a determinare un abuso della credulità popolare”. Il romeno era difeso dall’avvocato Raffaella Parisi.

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Commenti
  • sandra

    Un solo commento : no comment.

    • Quaqquaraqquà

      Abusare della credibilità altrui fingendosi disabile non è abuso della credulità altrui….che sentenze di m….agistratura! E dicono anche “in nome del popolo italiano”….

  • CREMONESE DOC

    Ci sono persone che credono nei magistrati, sono le stesse felici di avere la Kyenge come ministro, con loro avremo un’Italia piena di questa gentaglia, ci manca solo permettano agli zingari di rubare e rimanere impuniti perché fa parte delle loro usanze!
    VERGOGNA

  • Provate ad immaginare al potere di certa magistratura e di certi giudici che sono in grado in nome della loro suprema superbia ,ribaltare quello che agli occhi di un comune cittadino e reato.
    Se domani uno di noi commettesse lo stesso reato finirebbe punito, ma siccome era un rumeno allora per la logica non è reato,il vero potere e la magistratura…ha ragione il Berlusca,!

  • nbc

    e se si multasse chi offre l’elemosina? forse la gente capirebbe che offrire un misero obolo non è sufficiente a riscattare i propri peccati , ma si incentiva solol’accattonaggio.