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Non impedì la raccolta dei rifiuti, assolto ex dipendente Italia 90

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Assolto “perché il fatto non sussiste”. Così ha deciso il giudice Pierpaolo Beluzzi per Pietro Manzi, 43 anni, pugliese, accusato del reato di interruzione di pubblico servizio. All’epoca dei fatti l’uomo era dipendente di Italia 90, società appaltatrice per la raccolta dei rifiuti solidi urbani con sede legale a Palermo e sede operativa a Ospedaletto Lodigiano. Manzi era accusato di aver tolto le chiavi dei mezzi di raccolta rifiuti parcheggiati nel deposito dell’Aem. Motivo: da alcuni mesi non prendeva lo stipendio. Quattro anni fa, appropriandosi delle chiavi, l’imputato aveva di fatto impedito la raccolta dei rifiuti. Ma aveva subito restituito le chiavi, creando un danno modesto. Oggi in aula ha testimoniato Domenico Giuffrè, responsabile della ditta appaltatrice per la raccolta rifiuti, e uno dei carabinieri che era intervenuto in seguito alla denuncia. Entrambi hanno confermato che Manzi aveva consegnato subito le chiavi, interrompendo il servizio per circa un’ora. “Lamentava”, ha ricordato il militare, “che non aveva ricevuto alcuni pagamenti mensili”. Per l’imputato, difeso dall’avvocato Roberto Dall’Olmo, anche il pm onorario Paolo Tacchinardi ha chiesto l’assoluzione. La società Italia 90 si era aggiudicata oltre quaranta gare d’appalto in diversi comuni dell’Italia settentrionale, tra cui anche 38 comuni del cremonese, fino a quando, il 30 giugno del 2009, scaduto l’appalto, gli enti, stanchi dei numerosi disservizi, avevano cominciato a lavorare con altre società.

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