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Cr-Fidenza e Cr-Pc, ancora disagi con i pochi treni rimasti "Ipotesi di altri tagli", denuncia in Regione Emilia Romagna

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Nella foto, la stazione di Cremona

Monta la polemica dopo i disagi sulle linee Cremona-Fidenza e (in particolare) Cremona-Piacenza, con soppressioni frequenti e contestuali autobus sostitutivi al posto di alcuni tra i più importanti (e pochi) treni sopravvissuti ai tagli, soprattutto alla mattina (in occasione del 7,12 Cremona-Piacenza) e al tardo pomeriggio (in occasione di alcune corse Fidenza-Cremona). Trenord (che per tutte queste corse, gestite da Trenitalia, si occupa del materiale rotabile) una decina di giorni fa, parlando di “situazione momentanea legata un ciclo di manutenzione e controllo” del materiale, aveva rassicurato chi temeva ulteriori tagli alle corse ferroviarie e la definitiva adozione di autobus nettamente più lenti (come accaduto in numerose altre fasce orarie). Ora un esponente piacentino della Lega Nord, Stefano Cavalli, denuncia l’ipotesi di soppressione definitiva di quattro corse del mattino tra Cremona e Piacenza e porta il caso davanti alla Regione Emilia-Romagna. Tutto questo mentre non sono scomparsi i disagi: anche nei giorni scorsi i treni del mattino tra la città lombarda e quella emiliana sono stati spesso sostituiti da autobus e alcuni pendolari della Fidenza-Cremona si sono lamentati nuovamente contattando la Gazzetta di Parma.

“Dopo il taglio parziale delle corse ferroviarie lungo la Piacenza-Cremona – si legge in una nota del Carroccio dell’Emilia Romagna – ora sotto l’incudine di Trenitalia finisce l’ipotesi-soppressione delle quattro corse del mattino (5.32 e 7,12 da Cremona per Piacenza, 6,34 e 7,59 da Piacenza per Cremona), le uniche scampate alla mannaia della riorganizzazione del 2011. I collegamenti sarebbero a rischio, dopo essere stati per anni nel mirino delle proteste dei pendolari, penalizzati dalla riduzione del servizio e dalla parziale sostituzione con autobus, proteste che si sono sommate a quelle ‘tradizionali’ per: ritardi, soppressioni, sovraffollamenti. Il consigliere leghista Stefano Cavalli porta in Regione l’allarme che rimbalza in questi giorni dai territori e si appella all’assessore Alfredo Peri. All’esponente di Giunta chiede ‘se sia al corrente delle intenzioni di Trenitalia’ di chiudere definitivamente il capitolo della Piacenza-Cremona e, nel caso, che cosa intenda fare per scongiurare il taglio”.

“Da anni – dice Cavalli – Trenitalia ha dato in pasto ai tagli una linea utile e trafficata, utilizzata da centinaia di lavoratori e studenti. Ora sembra voler infierire ulteriormente. Alla faccia della sbandierata mobilità sostenibile e degli incentivi all’utilizzo dei trasporti pubblici. Una scelta che – se confermata – dimostrerebbe ancora una volta la profonda incoerenza delle politiche dei trasporti, fatte di tanti slogan e di nessun contenuto”.

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