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Truffa e tentata estorsione a Somenzi Due condanne

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Sono stati condannati a due anni e a 2000 euro di multa ciascuno, Marinkovic Miroslav, 51 anni, bosniaco residente a Brescia, tuttora in carcere, difeso dall’avvocato Andrea Polara, e Cristian Stavar, 25 anni, romeno senza fissa dimora, irreperibile, con numerosi precedenti penali alle spalle (assistito dall’avvocato Michela Tomasoni). I due erano a processo con le accuse di truffa e tentata estorsione. Vittima, l’architetto cremonese Giuseppe Somenzi, ora deceduto. Stavar e Somenzi si conoscevano già. Era stato proprio lo straniero, definito a processo da un ispettore di polizia “uno che ricattava prelati nel bresciano”, a metterlo in contatto con il complice. Nel maggio del 2009 i due avevano prospettato alla vittima la necessità di dover versare 37.500 euro a titolo di saldo per tasse non pagate in anni precedenti. Il tutto per perfezionare la vendita di un albergo in Kosovo di proprietà di Miroslav ad un acquirente tedesco che aveva già provveduto al deposito di un assegno di 1.400.000 euro, promettendo a Somenzi una ricompensa qualora la compravendita fosse andata in porto. Dall’architetto, i due imputati si erano quindi fatti consegnare la somma di 16.000 euro in contanti, un ciondolo con raffigurata una pantera con brillanti incastonati e un orologio Cartier successivamente venduto ad una gioielleria di Brescia. Somenzi era anche stato vittima di minacce telefoniche. Stavar aveva cercato di costringerlo a consegnare una somma di denaro per evitare di far saltare l’affare, mentre il complice lo aveva minacciato al telefono, dicendogli: “Avrei fatto meglio a gettarti dalla finestra, ti sei fregato da solo…mandami gli altri soldi o salta l’affare, e chi ci perde sei tu…bastardo…io non perdo niente, ma tu perdi tutto e non rivedi più un soldo”. Alla fine Somenzi si era rivolto alla polizia per sporgere denuncia contro i suoi ricattatori. Nel processo, gli eredi non si sono costituiti parte civile.

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