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150mila bambini lombardi sono poveri A Cremona sfrattata 1 famiglia su 300 Il rapporto di Save the Children

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Il ‘Quarto atlante dell’infanzia a rischio in Italia’ di Save the Children fotografa una Lombardia in cui un bimbo su dieci vive in uno stato di povertà assoluta. 150mila casi. I bambini che vivono in un forte stato di deprivazione economica e culturale appartengono a famiglie con uno o più figli che devono arrivare a fine mese con meno di 1.200 euro. Il 62,5% di questi nuclei familiari è costretto a ridurre la qualità o quantità del cibo da mettere sulla tavola, cambiando le abitudini alimentare dei più piccoli. Tagli anche alla cultura, al tempo libero, ai giochi: 139 euro al mese in meno, secondo Save the Children.
L’abbandono scolastico dopo la terza media è salito al 17,3%, l’accesso agli asili pubblici è diminuito dell’1,4%. Problema fondamentale, il rischio sfratto. Nella graduatoria lombarda, il primato negativo spetta a Lodi (una famiglia su 183 è sfrattata per morosità), seguita da Pavia, Brescia, Varese e Cremona (una su 302).

«Con la crisi i bambini e gli adolescenti si ritrovano stretti in una morsa — spiega Raffaella Milano, direttore dei programmi di Save the Children Italia — Le famiglie sono impoverite, costrette a tagliare sui consumi per far quadrare i conti. E il sistema del welfare è in crisi, con i tagli ai fondi all’infanzia, progetti che chiudono e servizi sempre più in difficoltà. Questo crea un circolo perverso che danneggia pesantemente i ragazzi, figli di genitori disoccupati o con un solo reddito e spesso con un livello basso di istruzione». Per invertire questa tendenza Valerio Neri, il direttore generale di Save the Children Italia ha sollecitato piani di contrasto alla povertà che tocca i bambini.

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