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'Ho paura, ci lasci in pace': lo sfogo di Roberto, molestato da ex collega

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“È un accanimento nei miei confronti, e senza una motivazione, visto che non ci siamo mai frequentati. Io voglio solo che questa persona esca dalla nostra vita. Il problema è anche di mia moglie e dei miei figli”. È lo sfogo è di Roberto, 40 anni, cremasco, che si dice vittima di stalking da parte di una ex collega di lavoro, Arianna, 41 anni, residente nel cremasco, alla quale la procura contesta anche l’aggravante di “aver commesso il fatto dopo l’ammonimento del questore di Cremona”. Il provvedimento era stato emesso il primo settembre del 2009, ma i fatti sarebbero andati avanti fino al 30 giugno del 2012. “E’ una situazione psicologicamente pesante”, ha detto Roberto al giudice Pierpaolo Beluzzi. “Le ho detto di farsi una famiglia. Voglio che ci lasci in pace”. In aula il 40enne ha spiegato: “Abbiamo cambiato tre appartamenti e lei ci ha sempre trovato, passava per strada e poi si nascondeva, si appostava. Ancora oggi ci segue ancora, la troviamo davanti alla casa dei miei genitori, mi ha detto che mi ama. Penso non sia una cosa normale”. Un “accanimento” che, secondo Roberto, andrebbe avanti dal 2003. “Ci cura, e io ho paura, soprattutto per i miei figli”.
Roberto e Arianna si erano conosciuti nel 2001 sul luogo di lavoro. “Eravamo vicini di postazione”, si legge nell’esposto presentato da Roberto. “Era una ragazza che si estraniava da tutto e tutti. Aveva già dei problemi. A me dispiaceva, così cercavo di spronarla e di coinvolgerla nei discorsi, anche semplicemente concedendole un saluto e niente di più”.
Al termine dell’udienza, il giudice Beluzzi ha accolto la richiesta della difesa e ha disposto una perizia psichiatrica su Arianna per valutare la sua capacità di intendere e di volere. Il processo è poi stato aggiornato al prossimo 27 gennaio, quando verrà conferito l’incarico al dottor Franco Spinogatti, medico psichiatra.

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