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Ad Arvedi la medaglia 'Città di Cremona' Perri: 'La ringrazio a nome della città'

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foto Lorella Rabaglio

AGGIORNAMENTO – “Questa è una giornata importante. Sono emozionato. Un riconoscimento meritatissimo a una persona che sta facendo molto per la città. Impossibile elencare le iniziative che hanno visto il cavaliere Arvedi protagonista”. Queste le parole pronunciate dal sindaco Oreste Perri in occasione della consegna al cavalier Giovanni Arvedi del riconoscimento civico ‘Medaglia d’oro Città di Cremona’ che il consiglio comunale ha deciso di attribuirgli per “il suo tenace ed instancabile impegno in campo imprenditoriale e sociale, il suo sostegno alle attività culturali e musicali della città e il suo generoso mecenatismo verso le istituzioni locali, soprattutto il Comune di Cremona, testimoniando così concretamente il suo grande amore per la Comunità Cremonese”.

Evidenziati dal sindaco l’impegno di Arvedi verso l’aspetto occupazionale, i riconoscimenti internazionali, il Museo del violino, la riqualificazione della ex casa di cura La Pace, la cittadella della Cremonese in via Postumia. “La ringrazio cavaliere a nome della città – ha aggiunto Perri -, grazie perché è presente per tutti noi e per le giovani generazioni che tanto le stanno a cuore”.

LE PAROLE DI ARVEDI

Queste le parole di Arvedi: “Un grande onore e una grande emozione. Qui c’è il sentimento sincero del sindaco e dei consiglieri che rappresentano la cittadinanza, c’è il sentimento mio nei confronti dei miei dipendenti, c’è il sentimento della mia famiglia che ha fatto qualcosa per Cremona”.
“Cremona – ha proseguito il cavaliere – è una città splendida, i simboli pratici del suo glorioso passato sono davanti a noi e sono motivo di riflessione, rispetto e ammirazione. Io mi sento orgoglioso di essere cremonese perché attorno a me vedo segni profondi. Quello che sto vivendo è un momento di grande ricchezza per il nostro spirito”.

Consegnate dal cavaliere ai consiglieri copie del libro sui 50 anni dell’azienda, “che sono anche quelli della mia carriera”, ha detto Arvedi. “Il mondo in cui viviamo – ha aggiunto – è un mondo difficile. Per sopravvivere dobbiamo esportare, e ci sono le difficoltà di una moneta passiva come l’euro. L’impegno da parte nostra per mantenere l’occupazione è molto grande. Il bene dell’impresa deriva dal bene del contesto in cui lei vive, questo è fondamentale. Fino ad ora siamo riusciti a resistere, ma è merito dei miei collaboratori e dei miei dipendenti che non rinunciano un minuto al loro impegno e al loro lavoro”.
“Non sono un politico, ma è un pensiero che vi dono, un omaggio al lavoro che è un dono di Dio”, ha concluso il cavaliere in riferimento al libro regalato ai consiglieri comunali.

Galleria fotografica di Lorella Rabaglio

LA MEDAGLIA D’ORO

La Medaglia d’Oro “Città di Cremona” riproduce davanti l’antica e prima versione dello stemma del Comune di Cremona, così come era utilizzato nei documenti della Magnifica Comunità di Cremona risalenti al sedicesimo secolo, accompagnato dalla scritta Communitas Cremonae nella semiarea superiore ed in quella inferiore dal motto Fortitudo mea in brachio. Sul retro, la scritta Cittadino benemerito nella semiarea superiore, in quella inferiore la data del conferimento dell’onorificenza ed al centro il nome e cognome dell’insignito al quale, come previsto dal regolamento di istituzione della civica benemerenza, viene consegnato anche un diploma, firmato dal Sindaco, nel quale è contenuta la motivazione della benemerenza.

La civica benemerenza Medaglia d’Oro “Città di Cremona” è stata istituita nel febbraio 2004 ed è destinata ad additare al pubblico encomio coloro che si sono distinti – in maniera straordinaria – nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’industria, del lavoro, della scuola, dello sport o con iniziative di carattere sociale, assistenziale e filantropico a favore della comunità cremonese. Dalla sua istituzione la Medaglia d’oro “Città di Cremona” è stata conferita una sola volta, il 19 marzo 2004, all’imprenditore e mecenate Gianfranco Carutti “quale riconoscimento del suo assiduo ed instancabile impegno in campo sociale a favore delle persone più disagiate, del suo sostegno all’attività culturale e musicale cittadina e del suo generoso mecenatismo verso le principali istituzioni locali, testimoniando in questo modo il suo grande amore per la comunità dove ha scelto di vivere e di svolgere la sua attività di imprenditore”.

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Commenti
  • el ciuck

    ero presente avevo appena finito di bere la solita bottiglia di barbera, e devo ammettere che ero commosso e ho pianto tanto, dinnanzi all’ importante evento.

    • Andrea

      Evento importantissimo, soprattutto per le tasche di qualcuno.

  • Andrea

    Sì sì anch’io, sto ancora piangendo adesso….che disperazione, la stessa che hanno gli abitanti di Cavatigozzi e Spinadesco invasi dai fumi tossici e dai rumori assordanti di una fabbrica che lavora il ferro.