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Terzo ponte, Oleificio Zucchi ricorre al Tar Strade e svincoli in conflitto con azienda

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Il terzo ponte e le sue ripercussioni sull’area industriale di Cavatigozzi adiacente al canale navigabile, continuano ad agitare le acque prima ancora della progettazione definitiva. Nonostante l’opera non sia cantierabile, causa lo stallo in cui si trova la società proponente (Centropadane), periodicamente si levano le proteste delle aziende insediate nell’area. Osservazioni in fase di conferenza dei servizi erano emerse fin dalla prima ora da parte di Tamoil, quando ancora c’era la raffineria; oggi è l’oleificio Zucchi a impugnare davanti al tar Brescia la delibera del consiglio comunale di approvazione della variante generale al Pgt. La chiamata in causa del Comune da parte dell’azienda – uno dei leader nazionali nella produzione di oli alimentari – riguarda le interferenze della nuova viabilità con le attività industriali esistenti. Zucchi ha puntato sull’area del canale navigabile con progressivi incrementi delle linee di produzione e di conseguenza con un ampliamento dell’area occupata. Già in fase di stesura del Pgt la ditta aveva presentato all’Ufficio di Piano alcune osservazioni per l’eliminazione delle conflittualità con le attività svolta. Tra le osservazioni parzialmente accolte dal Comune, quella riguardante la pista ciclabile sul confine nord della proprietà, che, insieme ad altre infrastrutture, avrebbe reso  “difficoltosa, se non irrealizzabile l’accessibilità all’area antistante l’Oleificio Zucchi, lato canale navigabile”.

Non luogo a procedere anche per l’osservazione direttamente pertinente il terzo ponte:  “A fronte – si legge nella scheda delle osservvazioni al Pgt –  degli accordi presi con la Provincia di Cremona in merito al progetto di raccordo autostradale relativo al 3° ponte sul Po, un’area della superficie di circa 680 mq (destinata all’allargamento della sede stradale di via Acquaviva e comprendente parte dei parcheggi sia dei mezzi pesanti che delle autovetture di dipendenti e visitatori) potrebbe essere data in concessione d’uso ventennale da parte della Provincia all’Oleificio Zucchi. Le previsioni del PGT riduce sensibilmente la capacità di parcheggio (già oggi appena sufficiente), obbligando a modificare sostanzialmente la disposizione degli stalli, riducendone il numero”. Il Comune in questa occasione aveva risposto di non ritenere necessarie modifiche delle tavole in quanto “la carta dei vincoli ambientali culturali e limiti insediativi è una tavola meramente ricognitiva della situazione ante Variante generale del Pgt”.

Risposte evidentemente ritenute non sufficienti dall’azienda.

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