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Caccia agli idrocarburi nel sottosuolo cremonese, polemiche in Consiglio regionale

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Polemiche in Consiglio regionale per il parere favorevole espresso dall’Amministrazione lombarda a nuove ricerche di idrocarburi nel sottosuolo cremonese. La questione è stata affrontata dopo un’interrogazione del Movimento 5 Stelle che chiedeva chiarimenti sul caso. L’assessore regionale all’Ambiente Claudia Terzi ha cercato di rassicurare ma la risposta non ha convinto del tutto i 5 stelle, assai critici: “Zero campagna informativa per la cittadinanza e solo un’informativa alle istituzioni locali. Poca attenzione sulla questione da parte della Regione”.

E’ stato il consigliere Andrea Fiasconaro a portare nel Consiglio di martedì l’interrogazione a risposta immediata sul “sì (di un paio di mesi fa, ndr) degli uffici regionali a una società irlandese per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nelle provincie di Mantova, Cremona e Brescia”. Si tratta quindi del famoso permesso chiesto dalla San Leon Energy (realtà con sede principale a Dublino) per effettuare una prima fase di ricerche, di indagini, finalizzate all’individuazione di eventuali giacimenti (non si parla in questa fase di trivellazioni, che necessitano di ulteriori autorizzazioni, ma di analisi non invasive sulla struttura del terreno) in un’area di oltre 400 chilometri quadrati (definita nel piano denominato “Sospiro”) che comprende Comuni cremonesi (soprattutto), bresciani e mantovani: da Sospiro (appunto) a Pieve d’Olmi, da Malagnino a San Daniele Po, da Pescarolo a Torre de’ Picenardi (per citarne solo alcuni – leggi l’articolo).

Le parole del consigliere del Movimento 5 Stelle: “L’interpellanza chiede quali ragioni abbiano spinto la Giunta regionale ad esprimere parere favorevole al permesso di ricerca idrocarburi e in che modo si intenda informare i cittadini delle attività che verranno effettuate sul territorio e i livelli di sicurezza per le popolazioni interessate. Inoltre, in generale, si chiede di capire il perché della proliferazione di numerosi permessi di ricerca di idrocarburi in una regione che già sfrutta pesantemente il suolo e il sottosuolo (in cui sono attivi, per esempio, quattro stoccaggi di gas metano e altri ne sono in progetto)”.

L’assessore Terzi, rispondendo, ha sottolineato che la “competenza regionale si limita all’espressione di un parere favorevole sulla ricerca e si sviluppa su valutazioni dello stato centrale che attengono al piano energetico nazionale”. In poche parole quello della Regione, come noto, è un parere a un permesso che deve rilasciare il Governo. Terzi ha aggiunto che le ricerche di idrocarburi, compresa quella “Sospiro”, non impatteranno in questa prima fase, se non in minima parte, sul territorio. Ha poi detto che tra le prescrizioni risultano esserci l’esclusione delle aree protette (fra cui siti Natura 2000) e future informazioni rivolte alla cittadinanza, e ha inoltre sottolineato che dello sviluppo della questione, fino al parere favorevole della Regione, sono state informate le istituzioni locali.

“Sono solo parzialmente soddisfatto della risposta dell’assessore – ha replicato Fiasconaro -. E’ vero che le autorizzazioni sulle indagini di ricerca idrocarburi sono di competenza nazionale, ma la regione valuta caso per caso e potrebbe anche esprimere parere negativo alla ricerca. Non ci convince l’assenza di una campagna informativa rivolta ai cittadini, sul tema è stata solo inviata una informativa alle istituzioni locali, sulle ricerche che riguardano il loro territorio. Sono temi delicati che meritano un corretto approfondimento. La Pianura padana è un territorio già ampiamente sfruttato e fragile e così anche i territori mantovani, bresciani e cremonesi su cui insiste questo progetto di ricerca. Per non parlare degli eventi sismici che nel recente passato hanno interessato il territorio mantovano”. “E se poi la ricerca darà esito positivo, cosa facciamo? Come si comporterà Regione Lombardia? L’impressione – ha concluso – è che sui permessi per la ricerca idrocarburi la tendenza delle istituzioni sia quella di favorirle con poca attenzione e poca informazione verso i cittadini. Lo stesso discorso vale per gli stoccaggi di gas metano. Le uniche a beneficiare di questo atteggiamento sono le lobby petrolifere”.

Critica sull’argomento è pure la posizione espressa dal Pd regionale, che tiene alta l’attenzione. Attenzione alta pure nel Pd cremonese, che in Provincia, attraverso il consigliere Andrea Virgilio in particolare, ha chiesto nelle scorse settimane di affrontare la questione delle nuove ricerche di idrocarburi (discussa l’ultima volta in Consiglio provinciale a inizio dicembre) anche in Commissione ambiente, in modo approfondito. Disponibilità è stata mostrata dalla Giunta davanti a tale richiesta ma fino ad oggi l’attesa di riunioni ad hoc e magari di audizioni in Commissione è stata vana.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

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