7 Commenti

Comitato Antisfratto occupa la sede Aem "Ripristino immediato delle utenze"

aem-evid

Occupazione nella mattina di martedì della sede Aem di viale Trento e Trieste. Una iniziativa del Comitato  Antisfratto che con questa nuova azione amplia il raggio  d’intervento,  finora limitato al sostegno degli sfrattati. Una trentina, soprattutto famiglie, le persone che sono entrate nell’atrio dell’azienda di viale Trento e Trieste, impedendo l’attività degli sportelli al piano terra. Una delegazione è stata ricevuta negli uffici dirigenziali al primo piano. Un’iniziativa finora mai vista, di forte impatto in una città come Cremona e nell’orario di punta dell’afflusso utenti agli sportelli. L’iniziativa rientra nella mobilitazione nazionale promossa dalla piattaforma ‘Abitare nella crisi’. “La nostra attenzione – spiega Gianluca, uno dei promotori – è incentrata proprio sulle tematiche degli sfratti e dei tagli delle utenze”.

Quattro le istanze del Comitato Antisfratto, che parla di “diritto all’abitare” come bene primario della persona, naturalmente nei soli casi di morosità incolpevole: un minimo di utenze garantite per i casi di indigenza assoluta; una moratoria dei distacchi già programmati; calibratura delle bollette in base al reddito famigliare e non solo in base ai consumi; riallaccio delle utenze distaccate.

Un programma massimalista che non concede sconti all’azienda: “Non devono essere il Comune o la Caritas a farsi carico dei pagamenti, questi soggetti hanno già una serie di emergenze da seguire – spiega un militante -.  L’Aem invece macina profitti, con questi soldi che devono essere messi a disposizione. Serve il ripristino del fondo per le emergenze e i  casi di povertà che Aem un tempo aveva”.

Massiccio il dispiegamento di forze per controllare la manifestazione: erano presenti Questura, Polizia Locale e Carabinieri che tengono monitorata la situazione.

Tre le persone dirette agli sportelli, c’è chi solidarizza con le ragioni di fondo dei manifestanti e spiega le sue. “Io abito in una delle case popolari di via Borroni – afferma una donna disabile, Lorenza Maria Marconi -.  La situazione là è davvero insostenibile, la gente tiene spento il riscaldamento il più possibile e gira con i cappotti in casa per evitare le bollette. Io tengo acceso un solo calorifero, solo di sera e nonostante tutto ricevo bollette da 800 euro. Lì dove abito io sono tutti arrabbiati”. le case di via Borroni solo allacciate al teleriscaldamento Aem.

Erano circa le 10.45 quando la manifestazione si è sciolta, al termine dell’incontro della delegazione con i vertici Aem. “Abbiamo ottenuto l’istituzione di un Tavolo di garanzia, a cui il nostro comitato prenderà parte insieme al Comune, Aem, Prefettura, Caritas – spiega Mario Bini, capo storico del centro sociale Dordoni -. In quella sede verranno prese decisioni importanti. Intanto ci hanno garantito che fino a metà febbraio non verranno più fatti tagli alle utenze per le morosità incolpevoli. Noi, così come i servizi sociali, segnaleremo all’azienda i casi su cui si dovrà usare particolare sensibilità”.

A monitorare per tutto il tempo la situazione gli agenti della Squadra Mobile e della Digos che ad un certo punto hanno convinto, senza azioni di forza, i manifestanti a liberare l’ingresso e ripristinare il normale funzionamento egli uffici. “Si è trattato di   un presidio estemporaneo posto in atto dal comitato antisfratto, con alcuni elementi del centro sociale Dordoni e di alcuni extracomunitari”, spiega il capo della Squadro Mobile Nicola Lelario. “Abbiamo deciso di intervenire, ma senza azioni di forza, per garantire la riapertura degli uffici al pubblico. Il fatto che i manifestanti siano stati ricevuti dai responsabili ha facilitato le cose”.

Per il momento non sono scattate denunce. Al megafono, Bini ha rassicurato i manifestanti anche sulle azioni future: “Se Aem non rispetterà gli accordi presi, noi torneremo qui ad occupare la sede, magari in numero anche maggiore. La presenza della polizia non ci intimorisce”.

@ RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • giovanni

    è ora di smetterla con fannulloni o figli di imprenditori locali che giocano al piccolo rivoluzionario sperando dell’impunità.
    Vadano a lavorare ed usino i loro soldi per aiutare chi ha bisogno..
    Sono solo patetici visto che poi piangono alla prima manganellata…

    LAZZARONI E RIDICOLI E PURE PATETICI

  • federico

    ma che belle faccine intelligenti! A vederli viene subito la voglia di offrirgli un lavoro!
    Gente così se non ci fosse bisognerebbe inventalra! Sono il pubblico giusto per uomi e donne ed il grande fratello…
    Se in vita loro hanno letto un libro era l’abaco delle elementari e non hanno capito neppure quello..

  • luca

    Anche io voglio non pagare le bollette cosi con i soldi risparmiati mi compro l iphone 5…..

  • arturo

    d’ora in poi dopo ogni occupazione di questi fanciulli andremo ad occupare la sede dell’azienda del padre del loro portavoce… così quel genio capirà il valore del lavoro ed il rispetto delle cose altrui.
    Tanto questi capiscono solo se li si tocca nel loro portafoglio che tanto è pieno di soldi guadagnati non da loro..
    VERGOGNA!!!

  • paolo

    io invece condivido la manifestazione ,e adesso visto che fate discorsi da coglionazzi , sfogatevi coglionazzi …..

    • alfredo

      dai paolino non fare così… capisco che per te la vita non deve essere facile e sei costretto a vivere nella tua condizione di piccolo invidioso…
      quindi è inutile cercare di spiegarti che l’occupazione è un reato (quindi chi la effettua è un delinquente) e anche l’apologia di reato è un reato (quindi chi la effettua è un delinquente).
      comunque non abbiamo niente contro di te sfogati pure e vedrai che ti sentirai meglio (anche se per poco)

  • giordano

    Bini mettiti a dieta e consuma meno sostanze alcooliche e magari svolgi una sana attività lavorativa che ci guadani in aspetto e in salute (alla tua età si rischiano ictus infarto ecc.)