Un commento

Prc e Comitato acqua: Aem torni ad essere patrimonio collettivo

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Reazioni dopo la manifestazione del comitato antisfratto  presso l’Aem. Intervengono Rifondazione Comunista e il Comitato per l’Acqua pubblica.

“Un’azione – scrive Prc –  quella di stamane, precisa, durata il tempo necessario per ottenere un confronto con la dirigenza di AEM. Il Comitato Antisfratto ci impone ancora una volta con le sue efficaci incursioni di guardare la realtà dal basso, partendo dai diritti negati e dalla sottrazione di dignità. E sì, perché non è vita dignitosa quella di famiglie senza casa o con una casa senza servizi essenziali. Azioni eclatanti per denunciare situazioni di privazione di diritti ma anche per essere ascoltati e per ottenere risposte da chi altrimenti non si sente in dovere di darne. Ad oggi non sappiamo né dal comune né tanto meno da AEM quale sia la situazione dei distacchi delle utenze e quanti tagli siano programmati per il prossimo futuro. Le notizie sono solo frammentarie, ogni tanto bucano la cronaca cittadina, poi cala di nuovo il silenzio.

Un dato è evidente: le istituzioni, con la complicità di sciagurate scelte politiche e il peso della crisi economica, non si assumono più la responsabilità e non si fanno più carico delle esigenze essenziali delle persone. I servizi pubblici non sono più pensati ed organizzati per la collettività ma rispondono a logiche meramente aziendali. Chi può pagare può consumare, chi non ha reddito sufficiente deve fare a meno di acqua, luce e gas. La situazione va ribaltata: ripartiamo dalla centralità dei servizi pubblici per garantire diritti essenziali e una vita dignitosa a tutti cittadini.

I servizi sono stati costruiti negli anni con risorse collettive: le aziende pubbliche che difendiamo come patrimonio della comunità devono essere dirette e devono lavorare per il benessere dei cittadini, mentre il comune deve essere in grado di indirizzare le politiche aziendali al fine di migliorare e incrementare i servizi offerti. Ottime sono le notizie giunte dall’incontro tra occupanti e dirigenza dell’AEM relative alla moratoria dei distacchi programmati e dell’apertura di un tavolo di confronto tra il Comitato Antisfratto, l’azienda e le istituzioni locali: era ora! auspichiamo che da qui possa nascere una sorta di laboratorio permanente, un luogo riconosciuto dove si valorizzi la partecipazione democratica della cittadinanza attiva e organizzata, dell’utenza, dei lavoratori dei servizi pubblici e dell’azienda col fine di estendere i diritti di cittadinanza a tutti abbattendo l’ingiustizia sociale e la disuguaglianza.”

Anche il “Comitato Acqua Pubblica” del cremonese, attraverso Giampietro Carotti, accoglie positivamente la notizia della istituzione di un Osservatorio sui distacchi nel capoluogo, dove si possano confrontare cittadinanza organizzata ed istituzioni. Importante è pure che si annunci il blocco immediato dei distacchi, ma ci si chiede che esito avranno i distacchi già in corso; né vorremmo rivivere il balletto dello scorso inverno, con blocchi dei distacchi annunciati ogni due o tre settimane. Elemento negativo è certamente che sia stato necessario arrivare ad una occupazione (sia pur breve) per istituire un organo che qualunque buon amministratore, tanto più sulla scorta della pessima esperienza dello scorso inverno, avrebbe dovuto creare di propria spontanea iniziativa quattro mesi fa. Ma come sempre guardiamo costruttivamente al bicchiere mezzo pieno: è importante che questo organo venga creato immediatamente, che accerti con chiarezza e renda pubbliche le dimensioni del problema, che divenga strumento permanente di governo dei servizi essenziali. Un grazie di cuore ai cittadini organizzati che hanno deciso, come si dice, di “metterci la faccia” per cercare di sbloccare una situazione che evidentemente istituzioni e partiti non sono in grado autonomamente di gestire”.

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Commenti
  • giovanni

    L’apologia di reato consiste nell’apologizzare, cioè nell’esaltare o difendere pubblicamente un’azione riconosciuta reato dalla legge della nazione in cui si vive.
    per cui se l’occupazione di una proprietà altrui è un reato, e di conseguenza chi la compie è un delinquente, altrettanto delinquente è chi la giustifica.