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Festival Monteverdi: 31ª edizione all'insegna della bio-diversità musicale

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Sarà Expo 2015 il filo conduttore per la prossima edizione del Festival Monteverdi di Cremona, in programma dal 2 al 25 maggio al Teatro Ponchielli per la sua XXXI edizione. Si toccheranno quindi i temi propri della manifestazione: l’alimentazione, quale energia vitale del Pianeta necessaria per uno sviluppo sostenibile nel rispetto delle pratiche fondamentali di ogni essere umano, sulla salute. Un tema che può e deve essere letto anche sul piano culturale, quale nutrimento del Pianeta e dell’uomo, della sua mente e del suo corpo. Esplorare, dunque, la bio-diversità musicale, esporre lo stato dell’arte della musica antica, percorrendo una ideale passeggiata tra i padiglioni nazionali. Il grand tour –che prende le mosse dall’Italia, travalica le Alpi in Francia e Germania, per approdare oltre Manica in Inghilterra – sarà ispirato inoltre da affascinanti studi di genetica, che negli ultimi anni individua un nesso tra patrimonio genetico e culturale, tra genomi e attività dell’uomo, tra biologia e cultura. Vagabondando tra i padiglioni del Festival, perché non pensare ad una genetica della musica antica?

Il Festival sarà inaugurato da Il combattimento di Tancredi e Clorinda e Il ballo delle ingrate concertati da Il Canto d’Orfeo in uno spettacolo di marionette della celebre Compagnia Carlo Colla & Figli (in prima assoluta), concentrando gli appuntamenti musicali nei quattro week-end di maggio, uno per nazione, accostando repertorio sacro e profano, ensemble consolidati nel panorama della musica antica a nuove proposte. Dalle celebrazioni dell’anniversario di Rameau con il Concert d’Astrée, diretto dall’affascinante direttore in rosa Emmanuelle Haïm, alla ricostruzione di una celebrazione liturgica francese all’epoca di Luigi XIV (con il Concert Spirituel, che torna a Cremona dopo alcuni anni); dall’Orlando Furioso vivaldiano proposto da Modo Antiquo ad una singolar tenzone Bach vs. Zelenka affidata al Collegium 1704 (entrambi gli ensembles invitati per la prima volta).

Il Festival Monteverdi consolida nuovi Orizzonti della musica antica, scoprendo giovani talenti ed offrendo loro una importante opportunità di crescita umana ed artistica: prosegue, infatti, la collaborazione con il prestigioso Festival d’Ambronay, proponendo una Residenza a Les Surprises, giovane ensemble, selezionato tra le oltre 70 candidature di tutta Europa. Pervade il Festival l’idea di attraversare repertori distanti e spesso desueti: dalle frottole e canti carnacialeschi del ‘400 italiano in un concerto de La Girometta volto a scoprire i rapporti tra musica e cibo – lo storico Massimo Montanari ci guiderà in questo viaggio di ‘sapori’ – alle delicatissime songs elisabettiane interpretate dal controtenore Robin Blaze e dalla liutista Elizabeth Kenny. Repertori che si intersecano e ‘collidono’ – Across, appunto – nel concerto del grande trombettista sardo Paolo Fresu, che ci incanterà con le sue incursioni da Monteverdi a Nyman, da Händel a Galliano e Caine. Chiude il Festival un banchetto musicale tutto inglese (torna il tema dell’Expo…) imbandito dal New London Consort, diretto da Philipp Pickett, che approda al Festival per la prima volta.

Da Cremona a Venezia, da Parigi a Praga, da Eisenach a Londra; arie e mottetti, messe e concerti, contrappunti ed improvvisazioni: il grand tour del Festival Monteverdi ci conduce in Europa, per tornare a casa migliori e carichi di  quel «contrasto di colori e meraviglioso effetto».

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