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E il boss disse: “Viadana è in mano nostra”. Torna l’ombra della ‘ndrangheta

viadana

“Viadana è in mano nostra”: è questa la frase che fa tremare il comune mantovano emersa in un’intercettazione telefonica dove a parlare è Nicola Lentini. Il periodo è il maggio 2006: all’epoca Lentini ha 22 anni ma a Isola Capo Rizzuto è già un nome grosso legato alle ‘ndrine mafiose. A parlare con Lentini è Luigi Morelli, che si trova a Cutro: i due parlano in tutta serenità, ma a intercettarli, dal terzo invisibile capo del filo, è la Dda che, tra tanti passaggi, ascolta e registra anche la citazione di un certo Carmine “Pizzimenti”, il figlio di Santo.

Si tratta, secondo le ricostruzione della Dda, di Carmine Tipaldi, che sarà il consigliere più votato a Viadana con 316 voti. Il periodo è il 2006, elezioni del 28 e 29 maggio, due settimane dopo la telefonata intercettata: l’amministrazione vincente sarà quella di Giovanni Pavesi e Tipaldi, grazie ai suoi 316 voti entrerà in consiglio come più votato, appunto. Tipaldi, per inciso, è in consiglio anche oggi, in qualità di assessore alle Nuove Povertà, al fianco del sindaco Giorgio Penazzi.

E’ nato a Crotone nel 1972, dal 1993 vive a Viadana, comune al quale adesso si chiedono risposte. Le chiederà la gente, le chiede, e questo è quello che conta di più, soprattutto la Dda: perché Nicola Lentini fa parte del clan degli Arena, una delle cosche della ‘ndrangheta più note in assoluto. Il 21 marzo 2013 il testo dell’intercettazione arriva, dopo il lavoro del Girer (Gruppo Interforze per la Ricostruzione dell’Emilia Romagna), alle Prefetture di Mantova, Modena e Reggio: il tutto per permettere alle aziende “pulite” di accedere alla white list per poter operare alla ricostruzione delle zone terremotate. Prefetture che, in un primo momento (e da qui parte tutto), avevano chiesto al Ministero dell’Interno il monitoraggio della società Tipaldi costruzione srl, per poterla inserire, appunto, nella famosa white list.

La riposta del Ministero, però, contiene anche quell’intercettazione tra Lentini e Morelli. Ed è in quel documento che, alla fine, gli investigatori si sbilanciano: il figlio di Santo, “Pizzimenti”, sarebbe secondo loro Carmine Tipaldi, consigliere che due settimane dopo sarà eletto con un cospicuo numero di voti. Ombre fosche, insomma, su Viadana, ancora più fosche di quelle che finora erano da demandarsi “semplicemente” alla crisi politica, con conseguente stasi amministrativa, della maggioranza.

AGGIORNAMENTO ALLE 9.31 – Prime dichiarazioni del sindaco Giorgio Penazzi in merito al vespaio suscitato dalla rivelazione emersa dalle intercettazioni. Il primo cittadino nella mattinata di mercoledì si è recato in Prefettura a Mantova e ha chiesto spiegazioni. “Difendo Tipaldi”, ha detto il primo cittadino, “anche perché sappiamo che la sua ditta di costruzioni è finita nella white list. Se davvero avessero avuto anche soltanto il sospetto che Carmine fosse ‘sporco’, allora non lo avrebbero inserito in quella lista. Ripeto, sono basito e indignato e attendo novità dalla Prefettura, che considero organo ufficiale e con il quale intendo dunque rapportarmi”.

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