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Primarie, le interviste di Cremonaoggi Viola: "Sinergia permanente con il mondo delle associazioni. Fondi europei? Non solo uno slogan. A me sostegno anche da mondo cattolico'

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Sopra, Rosita Viola (foto Francesco Sessa)

Ecco la prima delle tre interviste di Cremonaoggi ai partecipanti alle primarie del centrosinistra (del 23 febbraio) in corsa per diventare il candidato sindaco della città di Cremona: Gianluca Galimberti (Fare nuova la città, con appoggio del Pd), Rosita Viola (Sinistra, ecologia e libertà) e Paolo Carletti (Partito socialista). Poste 12 domande per approfondire questioni non toccate, o solamente sfiorate, nel corso del confronto in diretta video di giovedì e durante le singole presentazioni dei programmi dei tre delle scorse settimane (vedi link in basso). Si parte con Rosita Viola. Nelle prossime ore le interviste agli altri due candidati.

Rosita Viola, nel suo programma lei parla di Piano verde per il lavoro. Che cos’è in poche parole?

E’ l’idea di creare occupazione attraverso ciò che riguarda l’ambiente e le energie rinnovabili. E’ un approccio a una concezione innovativa e integrata. Noi, come Sel e Comitato energia civile in comune, guardiamo al discorso ambientale e puntiamo molto sul lavoro in un periodo di crisi economica, anche se il Comune non ha competenze specifiche. Dobbiamo creare un tavolo, un progetto, per decidere complessivamente gli interventi su cui investire per contribuire alla ripresa economica. Partendo da un discorso più ambientale. Penso ad esempio ai rifiuti, alle nuove imprese del settore e alle professionalità dei giovani. Si possono ad esempio introdurre incentivi.

Ha sostenuto nei giorni scorsi che l’associazionismo e il terzo settore sono stati relegati a ruolo di stampella sociale. Come intende cambiare le cose?

Innanzitutto c’è richiesta di maggiore partecipazione dell’associazionismo. E penso al Forum del terzo settore. Bisogna creare strumenti per interventi e coprogettare gli interventi. Su vari livelli. Bisogna confrontarsi per avere una relazione permanente con l’associazionismo e non solo in caso di emergenza.

Parla spesso dell’importanza dei fondi europei. Ma è così facile ottenerli? Possono davvero essere la ricetta per rilanciare il territorio?

Non è uno slogan né un miraggio. Si possono ottenere con idee progettuali buone e strumentazioni tecniche. Ci sono fondi che richiedono competenze gestionali, di rendicontazione, e tempistiche, che in generale enti locali fanno fatica ad avere. Dipende se c’è la volontà di investire in questo senso.

Rilancio aree dismesse, quale la prima su cui intende attivarsi e come vorrebbe rilanciarla?

Ce ne sono tante. E sono inquinate. Penso all’ex Macello rimasto nel dimenticatoio. E ci sono diversi patrimoni in centro. In prospettiva possono anche essere fonte di guadagno. C’è ad esempio una porzione del comparto dell’ex Vecchio passeggio in cui si potrebbero accorpare gli uffici comunali di via Geromini e via Aselli, si risparmierebbe l’affitto di via Geromni. E ho chiesto anche un incontro alla delegazione Fai per un confronto.

Rilancio complessivo della città. Le tre iniziative prioritarie per questo rilancio?

Sicuramente bisogna partire dall’agricoltura e dall’agroalimentare. Ce lo dicono i dati. Il biologico e l’agricoltura hanno qualità attrattive per i giovani. Serve una filiera che valorizzi un patrimonio che c’è ma che sembra spezzettato. Bisogna fare sistema. Serve maggiore collegamento anche nel patrimonio musicale e poi abbiamo l’eterno progetto del Po. Navigabilità, mobilità. E ad esempio bisogna completare il parco intercomunale del Morbasco con i Comuni limitrofi, non abbiamo certo bisogno di nuove localizzazione commerciali.

Come rinnovare il turismo?

A Cremona abbiamo un turismo mordi e fuggi. E non c’è un marketing sistematico. La nostra proposta è avviare un progetto urban center, punto di riferimento per turisti e scambi di idee. Abbiamo tanti eventi ma sono poco promossi all’esterno. In tempo di crisi è utile anche consentire il sistema bed and breakfast diffuso.

Come intende rivedere la mobilità e come giudica il recente rinnovamento delle linee degli autobus?

Le nuove linee? Non le giudico io, ho fatto incontri nei quartieri, c’è molto malumore rispetto al trasporto locale. E’ da rivedere, dal numero di corse agli orari. Sia per giovani che vengono a scuola che per gli anziani. E bisogna valorizzare il sistema delle piste ciclabili. Penso ad esempio a quella del Boschetto.

Parliamo di welfare. E’ un modello valido quello cremonese? O c’è qualcosa da cambiare?

Il modello cremonese è abbastanza organizzato, in un modo classico, con progettazioni di eccellenza. Il momento di crisi quantitativa per quanto riguarda i fondi porta comunque a ripensare tutto il modello di welfare. Non regge, se parliamo di interventi economici. Non è più questa la via. Bisogna ribaltare la logica e uscire da una visione troppo assistenziale del welfare, che non è comunque un costo ma un investimento per una società coesa e sana. Non dobbiamo limitarci a contributi e bonus, bisogna unire le politiche sociali a percorsi di autonomia del lavoro, integrando gli strumenti. E non penso solamente alle categorie vulnerabili.

Questione lavoro. Cosa può fare il Comune?

Il Comune dovrebbe fare sistema con tutti attori gli economici per definire filoni su cui insistere in modo sistemico. Bisogna attivarsi con le associazioni, come ad esempio l’Ance, e i parlamentari, per chiedere con forza l’adozione di strumenti a livello centrale.

Quanto è larga la porzione di Pd che sostiene la sua candidatura?

Posso dire che singolarmente tante persone di quell’area mi stanno esprimendo sostegno. Parliamo di singoli, non posso stimare quanto peserà questa situazione, è una variabile imprevedibile. Aggiungo che anche persone del mondo cattolico, che non mi aspettavo, mi hanno espresso il loro sostegno.

La Giunta Perri è composta da nove assessori più il sindaco. Quanti assessori vorrebbe lei?

Per un Comune come Cremona bastano 7 assessori.

Qualche giorno fa lei ha dato un 5 in pagella al sindaco Perri. Cosa non le è piaciuto e cosa invece le è piaciuto se c’è qualcosa che le è piaciuto?

Mi è piaciuto il Museo del Violino ma non l’ha fatto lui. Tante cose non mi sono piaciute. Ad esempio non mi è piaciuto l’incremento delle tariffe a tutti i livelli, comprese le scuole.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

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Commenti
  • erisso

    Non una parola sulla cultura (quelle nei “dieci punti” farebbero ridere se non ci fosse da piangere). Il Museo del Violino le è piaciuto, spero che l’abbia visto. Cominciamo bene. E pensare che c’è chi sperava che la frase “Con la cultura non si mangia” fosse un’esclusiva poco apprezzabile del centrodestra.

    • pinco pallino

      A lei piace la cultura dei mecenati……………………???
      pare di si
      la cultura si fa strada facendo e non certo desertificando le piazze di cremona.!!!

    • aleiss

      la cultura nei suoi “dieci punti” non fa ridere e ne ha parlato anche nel confronto,come si legge nel pezzo

    • giorgio

      la cultura nei suoi “dieci punti” non fa ridere e ne ha parlato anche nel confronto,come si legge nel pezzo