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Comune, l'Rsu protesta contro le richieste di rigore per i dipendenti

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In seguito all’introduzione del nuovo Codice di comportamento per i dipendenti comunali, arrivano le seppur velate polemiche dal mondo sindacale: anche in prossimità delle prossime elezioni, infatti, le Rsu del Comune di Cremona iniziano a farsi sentire con richieste precise e puntuali. Ed è polemica soprattutto intorno alle nuove forme di “rigore” introdotte dal suddetto Codice.
“Gli anni Brunetta hanno prodotto i danni previsti e l’immagine dei dipendenti è ormai una serie di sfumature tra ‘fannullone’ e ‘scarsa capacità’: una filosofia che ha permeato piuttosto bene la politica, il cui approccio ha svelato senza ombra di dubbio l’idea che chiunque, qualsiasi sia la sua esperienza precedente, sia più bravo di qualsiasi dipendente” evidenzia Giorgio Salami, coordinatore Rsu, in una lettera dal titolo “La bilancia del rigore”. Ed è proprio questa idea del rigore a pesare, in quanto per il Comune sembra essere diventata più importante “di tutte quelle voci che avrebbero invece un ruolo decisivo per l’efficienza dell’Ente e il miglioramento vero dei servizi. L’autorevolezza però si misura con la coerenza dei comportamenti, e così le rigidità introdotte sui permessi, sulle timbrature, lo stesso regolamento per la prevenzione della corruzione, sono poco credibili quando non vengono fatte osservare a tutti”. Si lamenta quindi una disparità di trattamento nei confronti dei dipendenti: che sia giusto osservare le nuove norme è fuori discussione, per quanto esse siano restrittive, in quanto “sappiamo che queste cose sono conseguenza di abusi”. Tuttavia, secondo il sindacalista, “Ci si dimentica però troppo spesso che questi abusi sono ‘concessioni’ o ‘mancanza di controllo’ da parte della dirigenza. Ci si dimentica anche che i primi a non essere rigorosi sono gli appartenenti alla classe politica, pronti a scavalcare quello che dovrebbe essere un muro: la gestione diretta del personale dipendente, con tutto quello che comporta”. Commento pesante anche sul tema del rischio di corruzione e dei conseguenti provvedimenti a contrasto della stessa: “queste cose e la mancanza di un vero sistema meritocratico rendono l’ambiente più esposto a quegli stessi rischi che si pensa di combattere con i regolamenti: le “buone pratiche” sono altre, a partire dalla coerenza. Quando vediamo la pagella eccellente di un collega che è solo mediocre; quando vediamo che qualcuno gode di “particolari” libertà nel suo lavoro, che restano stranamente sempre uguali per anni; quando vediamo promozioni che hanno caratteristiche simili alle pagelle di cui sopra, capiamo bene che il rigore è la foglia di fico che serve per coprire ciò che i cittadini non devono vedere”.
Questa è la prima di una serie di comunicazioni che il sindacato si prepara a diramare, e che mirano a chiedere  a tutti i candidati, elencando “cosa ci aspettiamo e cosa ci si deve aspettare da noi, divisi tra chi non ci crede più e chi ha perso la pazienza”.

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