Un commento

Diritti gay, Agazzi (FI): 'Cremonesi molto più aperti di Salini'

AGAZZIE SENTINELLE-EVID

I temi etici sempre più al centro della campagna elettorale tra partiti, anche quelli dello stesso orientamento. All’indomani della giornata che ha visto contrapposti Arcigay e Sentinelle in piedi, prende posizione il consigliere provinciale di Forza Italia Antonio Agazzi, accusando il proprio presidente, Massimiliano Salini (ora esponente di spicco di Ncd), di aver deciso unilateralmente l’uscita della Provincia dalla rete degli enti locali anti – discriminazione (Re.A.Dy). In controluce, c’è lo scontro tra ex pidiellini laici confluiti in FI e i ciellini che hanno scelto il Nuovo Centrodestra. “La decisione – scrive Agazzi in una nota – assunta dal Presidente della Provincia di Cremona e dalla Giunta Provinciale di ritirare l’adesione a Re.A.Dy, network delle amministrazioni pubbliche contro le discriminazioni per identità di genere e di orientamento sessuale, e’ stata assunta senza alcuna preventiva consultazione almeno dei Capi Gruppo di Maggioranza, avendo una indubbia valenza politica che, forse, avrebbe richiesto una tale accortezza.

Ciò autorizza il Capo Gruppo di Forza Italia in Consiglio Provinciale a non seguire Presidente e Giunta su una china discutibile: verrebbe da chiedersi come mai a tale determinazione l’esecutivo sia addivenuto solo a fine mandato, a pochi mesi da un importante appuntamento elettorale, e non, per esempio, negli anni scorsi; soprattutto viene da chiedersi se quella della Provincia di Cremona debba essere, quindi, considerata una Pubblica Amministrazione favorevole ad atti discriminatori nei confronti di chi, senza fare del male ad alcuno e non minacciando in alcun modo la tenuta della famiglia costituita da uomini e donne che procreano, chiede solo di poter vivere serenamente la propria affettività e/o sessualità senza essere dileggiato o discriminato nei vari ambiti di vita, scolastica, lavorativa e sociale. No, lo dico in modo netto: prendo le distanze da una decisione assunta in solitaria e che in solitaria Presidente e Giunta difenderanno, anche perché sono convinto che su tali temi la società anche cremonese sia molto più aperta e comprensiva”.

Salini, insieme a Carlo Malvezzi, ha preso parte alla manifestazione del 9 marzo in piazza Duomo contro il ddl Scalfarotto, organizzata dal gruppo cattolico conservatore Sentinelle in piedi. A pochi metri di distanza, molti esponenti del Pd, oltre che di Sel e Rifondazione hanno invece reso parte alla contromanifestazione anti-omofobia dell’Arcigay.

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Commenti
  • Mattia

    Ma Salini e Malvezzi hanno mai letto il testo del DL Scalfarotto? Ma soprattutto: quanti dei partecipanti (da una parte e dall’altra) hanno letto il testo?
    Vedo sempre la parola “famiglia” usata e abbinata al disegno di legge, peccato che il testo parli solo di discriminazione. Queste sono manovre politiche VERGOGNOSE finalizzate a raccogliere voti.
    Forse si potrebbe parlare di quanto non fatto a livello locale, di privatizzazioni post-referendum, di appalti per lavori pubblici di dubbia utilità affidati agli amici e via dicendo…. Credo che i nostri cari politici locali potrebbero spendersi personalmente per temi come questo invece di preoccuparsi di ostacolare una legge (della quale a loro importa solo in termini di numeri elettorali)