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Nella sede di Lgh uno spazio per le start up delle nuove tecnologie

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Cremona è pronta a sperimentare il  co-working, la formula di condivisione degli spazi e dei servizi di base da parte delle imprese, che ha già preso piede in alcune città ad alta vocazione tecnologica e che consente anche ai giovani di avviare la propria attività senza assumersi i gravosi oneri iniziali. L’idea è nata nell’ambito del Crit, il Consorzio cremonese di imprese che lavorano nelle nuove tecnologie, con il supporto di Politecnico, sede cremonese e AemCom (ora LineaCom). Una collaborazione nata diversi anni fa e che sta alla base di quel maxi-progetto non ancora decollato che si chiama Cremona City Hub, iniziativa urbanistico-imprenditoriale che dovrebbe trasformare l’area dell’ex macello (acquistata da Aem) in una cittadella tecnologica. Nelle more di questo progetto davvero complesso, che ha goduto del finanziamento da un milione di euro da Regione Lombardia, le imprese giovani aderenti al Crit e non, possono sperimentare quello che significa condividere uno spazio e di conseguenza le idee.  Il punto di partenza è la nuova sede di Lgh in via dei Comizi Agrari, dove tra l’altro si è già insediata una delle imprese del consorzio, NWeb. A fianco di questa sono stati realizzati uffici di varie metrature, comunicanti e open space, dove potranno installarsi le nuove start up operanti nel settore. Già ora sono circa 350 le persone, quasi sempre giovani e giovanissime che lavorano  nelle imprese della tecnologia digitale. Le start up potranno disporre degli spazi che meglio si adattano alle proprie esigenze e alle proprie disponibilità economiche, anche una semplice scrivania, godendo di servizi comuni, in primo luogo le reti tecnologiche ma anche segreteria, sorveglianza, persino una cucina. Gli uffici potranno essere affittati per periodi di tempo variabili, a seconda delle esigenze e dell’andamento dell’attività. Non poco, soprattutto nel perdurare di una crisi economica che taglia le gambe a chi non dispone di capitali iniziali per avviare un’attività in proprio.

Il secondo merito del co-working, già ampliamente sperimentato negli Stati Uniti, è quello di mettere in collegamento persone con gli stessi interessi nel campo delle tecnologie digitali e di poter far nascere nuove idee, in un settore dove l’innovazione è la molla del successo. Primo target del co-working sono avviamente i neolaureati del Politecnico, che a Cremona sforna ingegneri informatici e gestionali che spesso faticano a trovare occupazione in città, determinando quell’emigrazione di cervelli che sta depauperando Cremona. Dal canto suo LineaCom ha già deciso di insediare in questo spazio comune il proprio ufficio di Ricerca e Sviluppo. I tempi di avvio del progetto sono vicinissimi, si parla di giugno-luglio prossimi.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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