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Rinnovata la convenzione Comune-oratori Interventi sui giovani per 104mila euro

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Si rinnova la collaborazione tra Comune e Cremona e in particolare i Servizi educativi, e la federazione OratoriCremonesi (Focr) per la promozione di attività specifiche a favore dei ragazzi all’interno degli oratori cremonesi. I nuovi  progetti sono stati illustrati questa mattina in sala Giunta dal Comune dal sindaco Oreste Perri e dal vescovo Mons. Lafranconi, alla presenza dell’assessore Jane Alquati e del presidente Focr don Paolo Arienti. Il tavolo di progettazione comune ha individuato i seguenti progetti da finanziare quest’anno: Ferialità e informalità in oratorio: una scelta, un bisogno, un sostegno; Estate Grest; intervento educativo al Cambonino; Spazio Gioco Maristella; Doposcuola S. Agostino; C’è qualcuno da incontrare?; Sostegno allo studio; In oratorio con la testa.

Il Comune e la FOCR si impegnano, dunque, a collaborare per definire interventi rivolti a bambini, adolescenti e giovani nell’ambito dell’educazione, dell’aggregazione, dello sport  e della promozione sociale e culturale. Questi progetti finalizzati all’accompagnamento educativo, allo sviluppo delle competenze individuali e di gruppo, al sostegno ai disagi, all’integrazione consapevole, sono gestiti e tradotti dalle realtà parrocchiali locali con l’ausilio di volontari e delle cooperative sociali del territorio. La convenzione tra il Comune di Cremona e la Federazione Oratori Cremonesi (FOCR) si inserisce nell’ambito del protocollo triennale di collaborazione in atto ed approvato dalla Giunta nell’ottobre 2011. L’ importo stanziato per il 2013 è stato di 35.000,00 euro e quello previsto per il 2014 è di 69.000,00 euro.

“La diffusa presenza degli oratori a Cremona – dichiara al riguardo il sindaco Oreste Perri – costituisce una ricchezza unica e preziosa, al servizio di tutta la comunità. Gli oratori sono importanti luoghi di aggregazione e di educazione sociale. Mi sembra naturale, oltre che necessario, organizzare una sinergia in modo da dare vita ad azioni coordinate in grado di promuovere una civile convivenza tra gli adolescenti basata sul rispetto delle regole e di valori importanti come sono quelli dell’amicizia e della solidarietà”. “In un momento in cui le risorse economiche sono ridotte, per gli effetti della crisi che tutti ben conosciamo, anche alla luce dei positivi risultati ottenuti lo scorso anno, esprimo piena soddisfazione per il rinnovo della Convenzione”, sottolinea l’assessore Jane Alquati, che ribadisce come l’Amministrazione riconosca anche il valore educativo delle attività svolte dagli oratori. “La nostra scelta – conclude l’assessore – è investire sui giovani e lo facciamo anche sostenendo questa collaborazione tra Comune e messa a punto attraverso un lavoro di squadra. Grazie a questa convenzione sarà così possibile ottimizzare le risorse umane e le strutture che sul territorio già si occupano dei ragazzi, in modo strategico e quindi più efficace. La nostra è una chiara volontà politica di instaurare delle alleanze educative”.

“La convenzione che si rinnova – puntualizza don Paolo Arienti, presidente della Federazone oratori cremonesi – è lo strumento operativo di un protocollo d’intesa che da anni esprime una sinergia preziosa. Al suo centro sta il concetto, che diviene poi prassi concreta, della “co-progettazione”: il territorio cittadino viene osservato come corpo unitario, dotato di risorse e fatiche accentuale ora qui ora là, ma sempre entro una visione d’insieme. Ed è a questa visione complessiva che anche i progetti in capo agli Oratori danno un contributo prezioso. Non si tratta quindi di risorse assegnate a caso, ma di azioni progettuali, tra le quali molte sono espressione non del singolo oratorio, ma degli oratori cittadini, come accade ad es. nel periodo estivo. Ed è proprio il carattere di “presidio comunitario” a fare degli oratori luoghi di interazione educativa in cui la matrice cristiana si fa servizio di accoglienza e di proposta globale: si pensi alla ferialità, ma anche allo sport, ai momenti di aggregazione e di esperienze di servizio”. I progetti rientrano quindi in tre aree di lavoro sostanziali: un livello di attenzione territoriale di diversa natura; un livello di accompagnamento delle persone in situazioni di fragilità nell’ambito dello studio individuale; il campo dell’espressività. “In questi tre livelli si collocano i nostri interventi – continua don Arienti -. Quest’anno partiamo anche con una progettualità nuova: la costituzione di una rete educativa, composta da giovani opportunamente formati, che lavorino a sostegno dei gruppi informali di adolescenti che si costituiscono o transitano negli oratori. Fondamentale anche la copertura della presenza educativa nei giorni feriali, che non sempre è facile garantire, calcolando che gli oratori sono 19 sul territorio”.

“Nello scorso aprile – è il pensiero di mons. Dante Lafranconi –  i Vescovi italiani hanno elaborato la nota Il laboratorio dei talenti dedicato alla realtà oratoriana. Mi piace sottolineare in questa sede due aspetti del testo: l’idea di “prossimità” che noi vescovi intuiamo essere il cuore, l’anima dell’Oratorio; e l’apertura dell’oratorio stesso al territorio. Siamo convinti, infatti, che l’educazione, nelle sue potenzialità come anche nei suoi limiti e fragilità, è questione di tutti, chiama in causa tutti, a cominciare dalle Istituzioni e dagli adulti, famiglie, scuola, comunità cristiane, amministrazioni. Questa ulteriore convenzione dichiara una bella disponibilità a collaborare davanti a problemi e orizzonti che vanno ben oltre interessi parziali. L’oratorio è il luogo in cui i giovani possono essere guidati a scoprire i propri talenti e imparare a metterli in gioco, anche nella società”.

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Commenti
  • Davide Bodini

    Il titolo non corrisponde al contenuto dell’articolo. I soldi stanziati per il 2014 (che è la notizia) sono 69.000 €, i precedendi 35 sono già stati dati.

    Personalmente inviterei il Vescovo e la diocesi a rinunciare a questi finanziamenti.

    Promuovendo tra i parroci l’esercizio della trasparenza nel chiedere offerte senza vergogna e nel rendere conto in maniera cristallina ai fedeli delle offerte ricevute, queste potrebbero essere ben più cospicue di quante se ne raccolgano oggi e dell’eventuale contributo del comune.

    • alimmm

      35+69 fa 104 (che è la notizia) a casa mia

  • Davide Bodini

    Chiedo venia se avevo male interpretato. Rimane la mia perplessità sulla gestione delle offerte da parte di alcune parrocchie. Maggiore trasparenza creerebbe maggiore fiducia.