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Asili nido, si va verso una riduzione di tariffe e fasce di reddito

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Agevolazioni in arrivo per le famiglie che iscriveranno i propri figli all’asilo nido per l’anno scolastico 2014-2015. Lo ha deciso la Giunta Comunale, deliberando una proposta di modifica delle tariffe degli asili nido che va nella direzione di dare una mano i genitori. Naturalmente il provvedimento dovrà passare in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Si tratta di un vero e proprio passo indietro, dopo gli attacchi incrociati che la Giunta nei mesi scorsi aveva subito da sindacati e opposizione. Del resto gli stessi cittadini non avevano preso bene il “caro-rette”, tanto che le iscrizioni lo scorso settembre si erano dimezzate.

“Ritengo che, con questa scelta, l’Amministrazione stia dando un’ulteriore concreta risposta ai bisogni delle famiglie– dichiara la riguardo l’assessore Jane Alquati -. Tiene infatti conto del valore strategico che l’offerta di servizi per la prima infanzia ricopre rispetto a diversi obiettivi: conciliazione tra vita familiare e lavoro in particolare per le donne; sostegno alle coppie che desiderano avere figli; contrasto precoce delle disuguaglianze e dell’esclusione sociale. Nei prossimi anni, con l’aumentare della differenziazione ed eterogeneità dei lavori e dei ritmi di vita, sarà sempre più importante dare risposta ad esigenze diversificate cercando però di garantire percorsi educativi di qualità, e sempre ricercando un equilibrio rispetto alle condizioni economiche generali delle famiglie”

La proposta nasce dalla sperimentazione realizzata quest’anno con il fondo a sostegno delle famiglie con genitori lavoratori uno strumento che ha rappresentato, per l’anno in corso, un intervento di sollievo per le famiglie nelle quali tutti e due i genitori sono occupati (e anche per le famiglie monogenitoriali in cui è occupato l’unico genitore) e che presentano un Isee non superiore a 20.000 euro. L’accesso al fondo consentiva di abbattere la retta dovuta per la frequenza all’asilo nido, la fruizione del fondo è stata molto alta, tanto che circa il 60% degli attuali iscritti al nido beneficia del fondo. Considerato l’ampio utilizzo di questo strumento, per il prossimo anno si è ritenuto di ridefinire le tariffe con l’eliminazione del fondo e l’adeguamento della tariffa per questo tipo di famiglie. L’intento è quello di agevolare le coppie che lavorano facilitandone l’accesso al servizio. Pertanto, in linea di massima, la tariffa minima sarà di 100 euro per la parte fissa +150 per la parte variabile (l’attuale è di 200+150 euro), legata agli effettivi giorni di frequenza, mentre la massima sarà di 400 euro per la parte fissa +150 per quella variabile (rispetto agli attuali 600+150 euro), mentre le fasce passeranno da sei a quattro. Parallelamente, verranno riviste anche le tariffe per le famiglie con redditi più elevati, accorpando verso il basso le ultime due fasce.

Sulla questione interviene la Lega Nord di Cremona, che sostiene la necessità di una forte attenzione all’aspetto socio-educativo, evidenziando come sia ” fattibile che tutti gli asili nido comunali siano gratuiti, non solo a Cremona, e che nell’assegnazione degli stessi siano favoriti tutti i bambini figli di cremonesi residenti da almeno 15 anni sul territorio cittadino e nella prossimità delle strutture – dichiarano in un comunicato -. Molte persone si chiedono come finanziarie questa iniziativa: innanzitutto, nel solco di quanto tracciato da Regione Lombardia, con la proposta di legge sulle Ludopatie, che tende a penalizzare i proprietari di sale gioco e video poker, bisogna aumentare la tassazione di tutte quelle attività inerenti il gioco d’azzardo e che sfruttano le debolezze psichiche delle persone con false illusioni di ricchezza; aumentando al massimo possibile le aliquote Imu di banche, assicurazioni; imponendo un’imposta a tutte le transazioni di denaro che gli extracomunitari inviano all’estero. Sul primo punto, il debito accumulato per tasse non corrisposte cioè per evasione, dai detentori di sale giochi e slot-machine, ammonta a 98 miliardi di euro: tassandoli riusciremmo almeno a recuperare una piccola cifra senza aumentare l’Imu o addirittura diminuendola a chi ha un reddito medio-basso. Questa proposta è condivisa anche da molti altri sindaci di destra e sinistra. Aumentare invece l’Imu a banche e assicurazioni, principali responsabili dell’odierna crisi economica, è assolutamente legittimo: facciamo pagare parte della crisi a chi l’ha creata realmente, con speculazioni finanziarie avventate e rischiose, che poi ha fatto pagare alla gente comune i propri errori. Con il terzo punto, invece, facciamo notare che le agenzie di money transfer sono esentate dall’obbligo di fatturazione-scontrinazione fiscale e si servono di servers fuori dall’Italia rendendo non rintracciabili le loro transazioni. Obbligando queste agenzie o società finanziarie che inviano all’estero denaro per conto terzi, a emettere fatture o scontrini e identificando i loro clienti, eviteremmo evasione fiscale, riciclaggio di denaro sporco, pagamenti in nero e rimesse di lavoratori immigrati non regolari. Mettendo a disposizione questa banca dati, con quella dei vari costi, sanitari, assistenziali, previdenziali e sociali degli immigrati, riusciremmo a gestire il problema in maniera corretta. Solo così potremo valorizzare e tutelare la crescita e l’educazione dei nostri figli e della nostra gente, contro la società multiculturale che vogliono imporci”.

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