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Acqua, aumenti in vista Tentazione rinvio per rinnovo Padania

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L’autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeeg) ha approvato con delibera del 20 marzo le nuove tariffe e il piano economico finanziario presentati dall’Ato (autorità d’ambito) della provincia di Cremona. Per gli anni 2012 e 2013 è stato definito quindi un nuovo moltiplicatore per le tariffe dell’acqua potabile, da applicarsi retroattivamente. Il nuovo valore del moltiplicatore tariffario è stato stabilito in 1,028 per l’anno 2012 e in 1,072 per il 2013. Quando e come verranno applicati in bolletta i recuperi del pregresso non è ancora dato sapere. E’ una delle decisioni che spetteranno al nuovo gestore del servizio idrico integrato, Padania Acque gestione, che si accinge a varare la modifica dello Statuto in modo da poter ricevere l’affidamento diretto del servizio idrico da parte dei suoi soci: i Comuni e la Provincia di Cremona.

IL NUOVO SISTEMA DI GESTIONE – Finita la battaglia più o meno scoperta per il rinnovo del cda di Padania Acque Spa (la patrimoniale che ha preso possesso degli impianti idrici dei comuni della provincia, compreso il ramo d’azienda di Aem per Cremona), resta aperta la partita per la corrispondente società gestionale. Padania Acque Gestione, di cui è ancora presidente Alessandro Lanfranchi da poco nominato presidente della patrimoniale. In teoria la gestionale non è in scadenza, ma il doppio incarico e soprattutto il cambiamento della compagine societaria della Spa rende evidente la necessità di un rinnovo. Lavorano sottobanco ma formalmente tacciono sulla questione i partiti della maggioranza (Forza Italia e Ncd, oltre che Lega Nord), mentre prende posizione il segretario provinciale dell’Udc Giuseppe Trespidi, con un comunicato che inquadra la questione e punta decisamente verso la continuità: ossia la riconferma al vertice della gestionale di Ercole Barbati, cremasco, inviso a metà del centrodestra.

“Sarà l’inizio di un percorso nuovo – scrive Trespidi – quello che comincerà nei primi giorni di aprile quando l’assemblea straordinaria di Padania Acque Gestioni approverà il nuovo Statuto? Certamente lo sarà perché da Società pubblica partecipata dalle sette imprese di gestione del servizio idrico cremonese, anch’esse a capitale pubblico, diventerà Società avente come soci i 115 Comuni della provincia di Cremona. Il mutamento della natura della società, alla quale sarà affidato con la norma che regola l’in house il Servizio Idrico Integrato, comporta l’obbligo di assumere immediatamente alcune decisioni. Infatti, subito dopo l’assemblea straordinaria dovrà seguire quella ordinaria che insedierà il Comitato di indirizzo e controllo composto di undici amministratori comunali in rappresentanza dei Comuni soci e dell’Ente affidante il servizio idrico (Provincia). Nella stessa assemblea ordinaria si dovrà completare l’assetto riguardante la governance”.

GARANTIRE CONTINUITA’: BARBATI A CAPO DELLA GESTIONALE – “Ovvero – continua Trespidi – si dovrà procedere alla nomina del nuovo Consiglio di amministrazione perché l’attuale non rappresenta i nuovi Soci. I tre Consiglieri facenti parte del CdA, infatti, sono dipendenti delle Società di gestione alle quali sono subentrati come soci i Comuni. La nuova normativa prevede che le società pubbliche di gestione che operano in regime in house in un CdA composto di cinque consiglieri debba averne tre scelti tra i dipendenti dei Comuni soci. Tutti devono essere nominati dall’assemblea. L’UDC, poiché si genera una discontinuità nei Consiglieri in rappresentanza dei Soci alla quale si somma che il vicepresidente Lanfranchi ha assunto la carica di Presidente di Padania Acque Patrimoniale, ritiene che sia opportuno evitare una totale discontinuità nelle persone che hanno governato fino ad oggi il processo di trasformazione societaria e che per la continuità sia necessaria la riconferma a Presidente di Ercole Barbati”.

PERICOLO RINVIO: SI DECIDA SUBITO, NON DOPO LE ELEZIONI – “Occorre che un processo che si sta rivelando più lungo di quello che nella realtà poteva essere non si trasformi in un improvvido rinvio di queste decisioni a dopo le elezioni amministrative – continua il segretario Udc -.  La politica deve riprendere in mano e riconquistare la sua autorevolezza e tornare a decidere senza titubanze. La sua debolezza attuale è anche dipesa dal fatto che troppo spesso è rimasta prigioniera dalla sua incapacità di decidere e di scegliere. L’assunzione di responsabilità fa parte dei compiti che si devono svolgere nel momento in cui si è deciso di mettersi al servizio dei cittadini. Potere e responsabilità – termina Trespidi – fanno parte di un tutt’uno che troppo spesso ci si dimentica. Consegniamo ai cittadini e ai futuri amministratori un risultato che con fatica ed abnegazione si è realizzato nel territorio cremonese: un’unica società di gestione del Servizio Idrico Integrato nel pieno delle sue funzioni. Un risultato che la politica insegue da più di dieci anni e del quale il territorio ha urgente bisogno: a partire dalla realizzazione degli ingenti investimenti che i piccoli Comuni non possono più permettersi di fare perché imbrigliati nel patto di stabilità.

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