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Commercio: molte ombre, uno spiraglio In Galleria XXV aprile apre nuovo negozio

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Tra l’indifferenza generale, martedì si abbasseranno definitivamente le saracinesche nei negozi Benetton (quello per adulti e quello per bambini) e Sisley di corso Campi. La catena d’abbigliamento presente in tutto il mondo si ristruttura e chiude diversi punti vendita in Italia, tra i quali quelli di corso Campi (resterà il presidio aperto pochi mesi fa in corso Garibaldi dedicato all’intimo baby, in franchisng a differenza dei precedenti tre gestiti dalla controllata Milano report). Le nove addette alla vendita stanno inscatolando i capi rimasti invenduti dalla svendita in partenza verso altre città dove Benetton manterrà la presenza. Dunque altre luci si spengono in centro città in una corsa al buio (senza illuminazione ma anche senza prospettiva) che ormai tocca ogni zona del cuore di Cremona: corso Campi oltre al martoriato corso Garibaldi (32 negozi chiusi), via Solferino (tre negozi chiusi dall’inizio dell’anno), corso Mazzini (una corsa alla chiusura), corso Matteotti (anche qui un’area con poche attività commerciali). Ma anche dalle vie laterali ai corsi sono sparite le attività del commercio che caratterizzavano questi angoli di Cremona: un esempio è via Milazzo, dove si contano ben dodici occhi di bottega senza più commercianti. La città si spegne nell’indifferenza della politica e di chi amministra. A Brescia e  in altre città del nord le associazioni dei commercianti hanno siglato accordi con le amministrazioni comunali e con le proprietà degli immobili per aprire, ad affitto calmierato in cambio di sconti sull’Ici, dei temporary shop che possano rilanciare i negozi sfitti e le attività commerciali in una sintonia d’intenti che a Cremona sembra davvero lontana.

In questo quadro desolante c’è chi scommette sul rilancio del centro. Così sabato aprirà in Galleria (dove un tempo c’era la libreria e successivamente don Chisciotte) un nuovo negozio d’abbigliamento sportivo e casual su due piani. Una iniziativa coraggiosa in una zona, appunto la Galleria, dalla quale negli ultimi anni – causa anche gli affitti stratosferici – c’è stato un abbandono di massa.

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