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L'OPINIONE – Il terremoto d’Oltralpe sconquasserà l’Europa?

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La disfatta socialista alle Amministrative di Francia – Hollande a picco, trionfo storico per la destra –  è definita da molti osservatori “un terremoto politico e finanziario che sta per abbattersi sull’Europa”. Ma sarà proprio così?

Certo il risultato al secondo turno francese è stato uno schiaffo sonoro in faccia al presidente Hollande. Il Corrierone ha addirittura parlato di “punizione”. Giusto. Ora si potrà discutere all’infinito se conti di più l’avanzata del Front National  o l’ondata blu dell’Ump, la destra gollista, il partito di Sarkozy (di nuovo primo partito di Francia). Ma l’esito finale e complessivo emette un verdetto in equivoco: Hollande ha fallito, la sua politica è stata sconfessata. E con le presidenziali in vista (2017) la destra gollista fa bene a sognare.

E il Front? E Marine Le Pen? La figlia di Jean Marie ha conquistato dieci città. Nel 2008 aveva 60 consiglieri, ora siamo sui 1.200. E’ vero che non ha centrato l’obiettivo nelle città più importanti come Avignone ed ha fallito con tre dei suoi uomini di punta (ad esempio il compagno di Marine, Louis Aliot, ha steccato a Perpignan). Ma è altrettanto vero che l’affermazione complessiva autorizza il Front a pensare con fiducia alla prossima tornata di maggio (europee). In caso di un bis ne vedremmo delle belle.

Ha detto quel volpacchione del padre di Marine, ex ufficiale della Legione straniera che ha combattuto in Indocina ed Algeria, da sessant’anni in Politica senza rossori e senza titubanze: Questo ,cari miei, è solo l’inizio. Perché il Paese ha la stessa repulsione per quello che noi chiamiamo Umps, cioè l’unione tra la destra Ump ed il Partito socialista, artefici di decenni di disastri. Lo dimostra il livello di astensione sempre più alto, segno che il popolo ha sempre meno fiducia nelle istituzioni”. Cose che si sentono dire anche da noi: il nostro Parlamento, con tutto quel che c’è da fare, ha discusso (ad esempio) sette giorni di quote rosa! Sveglia!

Si dirà: calma, il Front francese non contaminerà l’Europa perché è il diavolo. Ne siamo sicuri? Ha detto il Volpacchione Jean Marie: “No, noi il diavolo non lo siamo mai stati. Siamo stati fabbricati diavoli dai nostri nemici politici. Piuttosto siamo dei patrioti, dei nazionalisti. Crediamo nel valore della nazione e vogliamo che resti il quadro per difendere l’identità, la libertà, la sicurezza, la prosperità”. Morale: via al più presto dall’euro e controllo delle frontiere. Sapendolo in vena di franchezze gli hanno chiesto: ”Signor Jean Marie che ne pensa delle nozze gay?” Il Grande Burbero ha risposto: “Basta che non mettano le mani nelle brache mie e dei miei nipoti, me ne frego”.

Ci aspettano giorni difficili da qui al 25 maggio. La rivolta del (nostro) Senato – il presidente Grasso è prontamente  scattato in difesa della Casta contro la sua abolizione – è solo un timido “assaggio” di quel che ci attende: talk show impazziti e logorroici, la “Confraternita dello status quo” scatenata, dispetti dentro e fuori i partiti,”fuoco amico” a volontà, giornaloni generosi (negli spazi) con i guru che temono sconquassi.

Niente sarà più come prima?

Mi permetto di dire alla Magdi Cristiano Allam ”Ben venga dunque il terremoto Le Pen se serve a promuovere un confronto serio, rispettoso e costruttivo tra due visioni della vita ancor prima che dell’Europa. Voglio dire, ad esempio: da quando c’è l’euro, la moneta unica ci ha rifilato un sacco di disastri. O no?  Ci ha resi tutti più poveri. Gli adoratori dell’euro si diano una calmata e la smettano di criminalizzare coloro che non la pensano come loro. L’Europa è diventata, in pochi anni, un mostro burocratico e antidemocratico, sempre più lontano dai cittadini e dai loro bisogni. Una Europa che ci opprime con la sua tirannia fiscale e cumuli di norme astruse. Una Europa sciupona che mantiene 139 sedi sparse in tutto il mondo e tiene a libro paga 5.366 addetti di cui 33 alle isole Figi e 37 alle Mauritius, eppoi nelle nostre zone ferite dal terremoto ha inviato (in ritardo) quattro gatti senza arte né parte. A noi questa Europa che costa 174 euro al secondo, cioè 15 milioni al giorno non entusiasma. Anche perché  in cambio finora cosa abbiamo avuto?

Enrico Pirondini

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