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Ex scuole di Malagnino alla parrocchia: sarà un polo formativo

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Lo scorso 20 marzo, presso lo studio del notaio Paolo Salvelli, il parroco don Giandomenico Pandini e il responsabile dell’ufficio tecnico comunale, geometra Maria Martinenghi, hanno firmato il passaggio di proprietà delle ex scuole di Malagnino dal Comune alla parrocchia di san Michele Sette Pozzi, che insieme a quella di San Giacomo al Campo costituisce una unità pastorale.
La nuova struttura parrocchiale diventerà un funzionale polo pastorale-formativo, adeguato alle esigenze del paese e alle prospettive della vita di una comunità in costante crescita. «Il nuovo ambiente – assicurano i parroci don Giandomenico Pandini e don Eugenio Pagliari – non sostituirà, ma semmai arricchirà  e completerà, le attuali strutture che sono presenti a San Michele attorno alla chiesa parrocchiale. I vari spazi avranno finalità differenziate per le diverse esigenze pastorali di preghiera, formazione, aggregazione, convivialità…».
«L’importante traguardo raggiunto – spiega don Pandini –, diventa ora un punto di partenza.  In tanti sensi. Anzitutto occorre che questa struttura sia sentita come profondamente “propria” dalla comunità malagninese e questo sarà sicuramente facilitato dalla finalità pubblica che finora essa ha rivestito».
«In secondo luogo l’acquisizione dello stabile – prosegue il  parroco moderatore dell’unità pastorale – chiederà un impegno “manuale” per quei lavori minimamente necessari: tinteggiatura e adeguamento degli spazi per farne una bella e degna “aula liturgica” (cappella). A tal proposito i genitori e gli adulti sono invitati a mettersi a disposizione con generosità. Sarà poi necessario recuperare il materiale essenziale per l’arredo come tavoli, sedie, armadi… E anche in questo senso lanciamo un appello specifico: chi dovesse rinnovare l’arredo di cucina, sala da pranzo o soggiorno, è invitato a donare i vecchi mobili, ancora in buono stato, alla parrocchia». Su questo versante si stanno anche studiando collaborazioni e “sponsorizzazioni” specifiche e già è stato messo a disposizione del materiale.
«Non ci si può, però, limitare al “materiale” – precisa don Pandini –. È ancor più importante “l’umano”, cioè fare dei nuovi ambienti parrocchiali un punto di riferimento, di incontro, di passaggio, di sosta. E questo esige che cresca ancor più quel bello spirito di disponibilità e collaborazione di mamme, papà, nonni nell’assistenza e nella guida-testimonianza educativa dei più piccoli e giovani».

Un ulteriore punto «di partenza» per don Pandini e don Pagliari è l’impegno economico-finanziario che l’operazione richiede.  Al generoso ed essenziale apporto della diocesi deve aggiungersi il contributo dei fedeli dell’unità pastorale: «Noi parroci chiediamo a tutti – singole persone, famiglie, aziende – un surplus di generosità. Pur consapevoli del momento difficile, siamo convinti che se aumenteranno le piccole offerte – senza dimenticare quelle più consistenti – la prospettiva sarà più rosea! Resta comunque il dovere comunitario di imitare la generosità di chi, in un passato anche recente, si è impegnato a fondo per costruire quel che già esiste a San Michele. Ora tocca a noi aprirci a una generosa carità per le necessità della comunità presente, ma anche futura, consapevoli che il primo compito è la trasmissione della fede alle nuove generazioni».
A breve inizieranno gli interventi immediati che riguardano l’adeguamento del piano terra. Nello spazio che è stato della scuola materna, si attueranno i lavori necessari per realizzare un ambiente di culto, una cappella dedicata a sant’Ambrogio – a ricordo della chiesa che, fino alla metà del 1700, esisteva sull’attuale via omonima, dove ora si trovano farmacia e bar, e che era dedicata al grande Vescovo milanese.
Con persone competenti sono stati studiati il posizionamento dei punti liturgici, l’arredo e anche un percorso artistico che renda la cappella veramente accogliente e immediatamente invitante al raccoglimento e alla preghiera.
Come poter contribuire economicamente a sostenere questa operazione e i lavori connessi? «Si può aiutare la Parrocchia in vari modi – conclude don Pandini –. Anzitutto si possono fare  offerte in circostanze o ricorrenze speciali della vita personale o familiare (anniversari, compleanni, ricordo di cari defunti … ). In secondo luogo chi ha attività commerciali o è titolare di azienda può fare una offerta che può essere dedotta dalla dichiarazione dei redditi. Infine è possibile usare la  “buona usanza”: questa modalità può essere utilizzata dagli ex-parrocchiani che intendono ricordarsi del paese dove sono cresciuti attraverso un gesto di carità significativo».

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