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Stop agli allagamenti, lavori idraulici per 10 milioni alla roggia Quistra

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Stop agli allagamenti nelle aree più a rischio di Cremona, quelle poste a nord della stazione ferroviaria. Il sindaco Oreste Perri ha presentato giovedì mattina a SpazioComune un’opera pubblica che sta procedendo da alcuni mesi e si protrarrà fino alla fine del 2015, scarsamente appariscente , ma “lungimirante”. Si tratta del ripristino idraulico della roggia Quistra, corso d’acqua che si trova a nord di Casalsigone e Brazzuoli, per una decina di chilometri in direzione del fiume Oglio, in modo che possa ricevere le acque dei canali confluenti su Cremona, che causano allagamenti  in caso di forti piogge. Un’opera  la cui progettazione va avanti da anni, interamente realizzata con contributi della regione Lombardia per 10 milioni e progettata da Aem, che ha anche anticipato studi idraulici e progetto.  “Mi preme sottolineare il concetto di azienda pubblica” – ha rimarcato Franco Albertoni, presidente di Aem Spa. “Le partecipate sono spesso oggetto di attacchi e di critiche, forse perchè aziende come la nostra, che si appresta a festeggiare i 100 anni di vita, sono confuse con quelle create ex novo dagli enti locali per aggirare il patto di stabilità. Aem è patrimonio della città di Cremona e le ha consentito di crescere, grazie alla conoscenza integrata del territorio delle persone che vi lavorano, i tecnici prima ancora degli amministratori. E’ grazie a queste conoscenze che si sono potute realizzare opere importanti come questa, e il risultato  lo vedremo nei prossimi anni”.

I lavori, che in questa fase l’impresa Cogni sta realizzando in territorio di Pozzaglio, sono stati teatro di un sopralluogo del sindaco: “Solo vedendo di persona l’imponenza di questi lavori – ha detto Oreste Perri –  mi sono potuto rendere conto della portata dell’intervento. Quest’anno siamo solo andati vicino alle esondazioni, ma in anni passati interi quartieri e sottopassi sono andati sott’acqua”. Le piogge intense degli ultimi anni, frutto di un mutamento climatico globale, hanno messo in evidenza anche da noi  la fragilità del reticolo idrografico. Partendo da queste necessità, ed in particolare dopo alcuni eventi piovosi molto violenti, AEM ha avviato degli studi per individuare meglio le cause e gli  interventi necessari per migliorare la situazione nel comune di Cremona, anche attraverso una proficua collaborazione con altri Enti e Consorzi presenti nel territorio.

Come ha spiegato l’ingegner Andrea Guerreschi (dirigente di Aem da poco passato a Padania Acque), si è giunti ad uno studio idrologico-idraulico che fosse capace di individuare le cause delle criticità idrauliche, quali ad esempio l’aumento delle portate scaricate in occasione di eventi particolarmente intensi, che non riescono ad essere smaltite dai canali esistenti, restringimenti della sezione dei canali, ecc.., e diagnosticare regole e criteri per la pianificazione urbana e possibili interventi per migliorare la gestione delle acque. Sono stati utilizzati modelli matematici per trasformare possibili piogge intense su Cremona in portate d’acqua nei canali cremonesi, nonché per verificare le possibilità di esondazione e quantificarne i volumi.

Cremona sconta tra l’altro il fatto che molti canali provenienti dalla campagna a nord della città convergano su di essa (ad esempio Naviglio, Cavo, Fregalino, Robecco, Pippia): questi convogliano in caso di piogge intense sulla città grandi portate d’acqua che si aggiungono a quelle che direttamente si generano a seguito delle precipitazioni sull’abitato di Cremona. Attraverso gli studi effettuati sono stati individuate principalmente due direttrici d’azione: regole comportamentali volte alla mitigazione del rischio idraulico, inserite nel PGT approvato dal Consiglio comunale; interventi per il miglioramento della gestione delle acque, attraverso la realizzazione di due scolmatori, uno ad Ovest ed uno a Nord della città. Hanno collaborato oltre ad  AEM e  Comune di Cremona, Regione, Provincia, Consorzio Bonifica Dugali, Naviglio Vacchelli, Consorzio Irrigazioni. Gli studi e le simulazioni effettuati hanno individuato prioritariamente la realizzazione di due scolmatori a nord e a ovest della città, con la funzione di intercettare le acque provenienti dai canali diretti verso Cremona e deviarle in altri canali, evitando il passaggio delle acque attraverso l’abitato.

Scolmatore Ovest: ormai terminato e  collaudato, resta solo da definirne nero su bianco il gestore.  Deriva le acque del Morbasco a Cavatigozzi portandole nel Canale Navigabile in modo che, in caso di piena, le acque non giungano in città; parallelamente è stato realizzato un collegamento a Spinadesco tra Canale Navigabile e colatore Riglio in modo tale da poter scaricare, in caso di necessità, le acque dal Canale Navigabile al Riglio e quindi nel Po.

Scolmatore Nord: in corso di esecuzione.  L’opera più importante, deriva le acque del Naviglio presso Marzalengo e, ampliando la sezione della roggia Quistra, canale esistente ma di limitata sezione, porta le acque a Brazzuoli e, quindi attraverso il Dugale Grumone, la cui sezione è in fase di ampliamento, nel fiume Oglio. La realizzazione di tale intervento comporta il sottopasso di linee ferroviarie, della strada per Brescia e del Cavo Ciria con una botte sifone.

Le due opere condurranno ad una effettiva riduzione delle aree classificate a rischio idrogeologico, a suo tempo individuate dalla Regione Lombardia.

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