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Centro arredamento Roversi assolto da truffa e bancarotta

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Da sinistra l’avvocato Moggia, Roversi e l’avvocato Curatti

Sentenza di non colpevolezza per Luigi Roversi, 64 anni, bresciano, il promotore della società Centro arredamento, con punto vendita a Castelvetro Piacentino e con sede legale a Cremona, accusato di truffa e bancarotta. Lo ha deciso il collegio dei giudici (presidente Pio Massa, a latere i giudici Andrea Milesi e Francesco Sora) che ha assolto l’imputato dall’accusa di aver raggirato diversi clienti che tra il 2002 e il 2006 avevano acquistato mobili dal Centro, fallito nel febbraio del 2006, sottoscrivendo un contratto con le finanziarie. Dei clienti che all’epoca avevano sporto denuncia contro Roversi, in tutto una trentina, solo due si sono costituiti parte civile.

“Serve la prova del fatto”, ha detto il difensore Enrico Moggia a proposito della truffa. “In questo processo nello stesso capo di imputazione non vengono specificati quali siano stati gli artifici e i raggiri usati per far sottoscrivere i contratti di finanziamento. Non è mai stato chiarito come Roversi abbia indotto i clienti del Centro a sottoscrivere contratti che invece sono stati scritti in piena consapevolezza. Non c’è neppure il conseguimento di un profitto”. Roversi è stato assolto anche dal reato di bancarotta. “Tutti i finanziamenti”, ha detto il legale nella sua arringa, “andavano sui conti correnti intestati alla società. Anche gli assegni cambiati sono stati consegnati in contanti all’amministratore unico della società”.

L’avvocato Moggia ha poi passato la parola al collega della difesa Luca Curatti: “quando si va a comprare”, ha esordito il legale, “ovunque propongono finanziarie, ovunque rate. Se questo fosse considerato un sistema truffaldino, allora andrebbe a monte tutto il sistema commerciale italiano e mondiale”. “Roversi ha un carattere spigoloso”, ha riconosciuto Curatti, “ma il suo è uno sfogo per aver subito per otto anni un’indagine che lo ha portato a vivere difficilmente il proprio futuro imprenditoriale”. Dall’accusa di aver truffato una cliente, Roversi era già stato assolto in precedenza da un giudice di Guastalla. Nella sua arringa, l’avvocato Curatti ha attaccato l’operato del maresciallo della stazione di Monticelli, “con il quale Roversi andava a caccia”. “Nella precedente indagine il mio cliente era stato dato per irreperibile, poi invece c’era e allora è stato considerato a rischio di fuga …”.

Per Roversi, lo stesso pm Laura Patelli, nella sua requisitoria, ha chiesto l’assoluzione per il reato di bancarotta, mentre ha ravvisato la prescrizione per quello di truffa. Di “tradimento della buona fede” e di “un quadro inquietante per il modo disinvolto con il quale è stata condotta l’azienda” hanno invece parlato i legali delle due parti civili che ai giudici hanno chiesto il risarcimento dei danni.

“Otto anni sono lunghi, ma è valsa la pena aspettare per avere una soddisfazione di questo tipo”, ha commentato un commosso Roversi subito dopo la lettura della sentenza di assoluzione. “Per vivere una vita brillante”, ha continuato, “non ho bisogno di rubare monetine ai miei clienti. All’inizio ai carabinieri di Monticelli i clienti che hanno sporto querela avevano dichiarato di non aver mai sottoscritto alcun finanziamento, mentre poi, sentiti in fase di indagine dalla procura, hanno detto che il finanziamento l’avevano ottenuto”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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