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Consiglio comunale unanime: su corso Garibaldi occorre investire

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Corso Garibaldi e il destino del centro storico mettono d’accordo maggioranza e opposizione, in questo periodo divisi su tutto. E’ passato all’unanimità, 31 voti su 31, l’ordine del giorno di Giancarlo Schifano (Idv) che chiedeva al Comune di farsi carico delle problematiche sollevate da 34 commercianti su 54,  firmatari dell’ennesima petizione per la riapertura al traffico e l’eliminazione dell’isola pedonale. Questo non accadrà, ma almeno il Comune si è impegnato a riprendere in mano la questione dell’arredo urbano, della facilitazione all’utilizzo dei parcheggi e in generale ad un ripensamento della mobilità in centro storico. Il testo originario di Schifano è stato integrato da un emendamento del consigliere delegato al commercio Domenico Maschi e della capogruppo Pd, Maura Ruggeri, dopo un confronto dei capigruppo che ha portato alla redazione di un testo definitivo e condiviso.

“Con il nuovo assetto pedonale entrato in vigore lo scorso anno sul corso Garibaldi molti commercianti e residenti hanno espressamente dichiarato la loro contrarietà all’area pedonale – ha dichiarato Schifano nel presentare il proprio Odg-. E’ un atto doveroso sensibilizzare tutti gli amministratori comunali nel dare delle risposte adeguate alle esplicite richieste dei commercianti cremonesi, che in questo frangente di tempo si trovano a fare i conti con questa infinita crisi economica-finanziaria”. Accolta la proposta di Maura Ruggeri (Pd) di integrare il testo con il seguente emendamento: “riaprire il confronto con i commercianti di corso Garibaldi, con i residenti e con le associazioni di categoria, concordando gli interventi, le modalità, le risorse per i necessari supporti diretti alle singole aziende, individuando una precisa scadenza temporale, entro la quale realizzare una effettiva pedonalizzazione del corso, nell’ambito di un progetto complessivo di rilancio della città”.

Tra gli interventi del dibattito, quello di Ferdinando Quinzani: “Il futuro non è tornare indietro, ma neanche stare fermi: oggi è stata fatta una scelta a metà che scontenta un po’ tutti. Lavorare per migliorar; in generale tutte le scelte, a partire da quella sulla mobilità devono vertere a questo. Trovare nuovi parcheggi è utile, ma è come vuotare il mare col cucchiaio. 100 posti in più non sono niente se l’apertura del centro storico richiama 5000 veicoli in più. Occorreranno scelte radicali. E sulla base di un progetto molto chiaro, che deve godere di un grande supporto politico e di adeguati finanziamenti. E’ l’unico modo per mostrare che cambiare le abitudini di vita nel centro si può”. E a proposito della tempistica con cui la Giunta Perri ha varato la  pedonalizzazione del corso, quasi di punto in bianco dopo anni di tira e molla: “Le carte possono anche essere giuste, ma vanno giocate al momento giusto.  E’ li da vedere anche corso Campi; commercialmente ha funzionato; se gli affitti sono alti è perché negli anni scorsi sono stati sopportati. Oggi questo ritorno economico per i commercianti non c’è più nemmeno su corso Campi che è isola pedonale consolidata da 20 anni”.

Il testo definitivo impegna il Sindaco e la Giunta a riqualificare e migliorare l’area pedonale in corso Garibaldi integrandola “con nuovi arredi urbani e promuovendo la riqualificazione del tratto di nuova pedonalizzazione, promuovendo il confronto con i commercianti di corso Garibaldi, con i residenti e con le associazioni di categoria, concordando gli interventi, le modalità, le risorse per i necessari supporti diretti alle singole aziende, individuando una precisa scadenza temporale, entro la quale realizzare una effettiva pedonalizzazione del corso, nell’ambito di un progetto complessivo di rilancio della città; progettare adeguati interventi che possano vivacizzare e valorizzare i negozi del centro-storico”.

Sul tema, il commento del presidente di Botteghe del Centro Paolo Mantovani sulla pagina fb dell’associazione: “La pedonalizzazione era apparsa, da subito, condotta in modo maldestro. Non c’erano i fondi per completare la pavimentazione e per altre operazioni. Ma soprattutto mancavano le idee e forse anche la volontà per fare un intervento serio. Concordo che le principali cause di questa desertificazione siano da imputare alla crisi. Per questo si doveva evitare un intervento così invasivo e destabilizzante. Le soluzioni proposte poi, avevano quasi una vena comica. Il plateatico gratuito nel periodo invernale, e qualche fioriera. Personalmente ritengo che anche il ritornare sulle proprie posizioni non abbia senso. Ormai il danno è fatto. Servono interventi importanti sulla città. Quegli interventi che chiediamo da anni. Compreso un progetto complessivo sul centro, con una visione ampia, a lungo termine. Se pensiamo di risolvere i problemi della città posizionando qualche fioriera, allora il nostro destino è già scritto”.

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