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Prosciugò il conto dell'anziana cliente Otto mesi al broker

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Otto mesi, 15 giorni, 650 euro di multa e un risarcimento danni alla parte civile di 20.000 euro. Questa la sentenza pronunciata dal giudice Cristina Pavarani che ha condannato Giorgio Braguti, 61 anni, di Cremona, il promotore finanziario della Mediolanum finito a processo per essersi impossessato di 14.000 euro sottratti dal conto corrente di una cliente di 77 anni, effettuando bonifici bancari online attraverso i quali dirottava il denaro sia sul proprio conto corrente che su quello dell’ex moglie, ad insaputa di quest’ultima. Per l’imputato, il pm onorario Barbara Tagliafierro aveva chiesto una pena di otto mesi e 300 euro di multa. La motivazione della sentenza sarà depositata entro 90 giorni. Sul risarcimento, il giudice ha accolto la richiesta dell’avvocato di parte civile Massimiliano Cortellazzi, che nella sua arringa aveva parlato di fatti gravi: “Lasciare una persona sul lastrico è grave”, aveva detto il legale nel corso dell’ultima udienza, mettendo sotto accusa “le implicazioni connesse alla mancata conoscenza della tecnologia”. “Oggi”, secondo Cortellazzi, “chi non riesce a stare al passo con i tempi viene calpestato. Abbiamo il dovere di essere giusti anche con chi non è più giovane”. “Sono stata consigliata da tutti di denunciarlo”, aveva detto la moglie di Braguti in aula, “ma non ho avuto il coraggio”. Chi invece l’imputato l’ha denunciato è stata la cliente 77enne, una piacentina residente a Cremona che Braguti lo conosce bene, visto che per anni gli ha accudito la madre e la sorella. “C’era un rapporto di fiducia”, aveva detto l’anziana, che nella primavera del 2000 aveva trasferito i propri risparmi alla Mediolanum, sollecitata dall’imputato che lavorava per l’istituto di credito. “Gli ho passato i codici segreti affinchè potesse operare sui miei conti. Me l’aveva chiesto lui. Da quel conto  l’unica cosa che usavo erano quattro assegni per andare al mare. Poi un giorno mi hanno rubato la macchina dal garage e me ne serviva una nuova per andare al centro anziani”. Sul suo conto, però, non c’era più nulla. Nello stesso momento la vittima aveva realizzato che da circa un anno non riceveva più alcun estratto conto e che sul suo conto corrente, tramite Internet, erano state effettuate, non da lei e contro la sua volontà, delle operazioni di bonifico a favore dell’imputato e dell’ex moglie. “Lui mi diceva sempre che era tutto a posto, e io mi sono fidata”. L’avvocato della difesa Ugo Carminati attende di leggere la motivazione per eventualmente ricorrere in appello.

Sara Pizzorni

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