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Agricoltore vende vacche pignorate: raggiunto un accordo ma resta aperta l'indagine penale

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L'avvocato Gandolfi

Si è concluso con una transazione il braccio di ferro tra un consorzio agrario e un agricoltore che aveva un debito di più di un milione di euro nei confronti del creditore.
Il caso era esploso nel giugno dello scorso anno, quando i carabinieri si erano presentati in un’azienda di Camisano in quanto l’agricoltore, nominato custode giudiziale di mille capi di bestiame, di notte li aveva ceduti e fatti portare via da una società campana.
“Lo abbiamo denunciato”, ha detto l’avvocato Sara Gandolfi, che assiste il consorzio. Se sul fronte penale l’indagine è ancora in corso, su quello civilistico, invece, tutto si è chiuso con un accordo e con il recupero del denaro da parte del creditore. Per arrivarci, però, ci sono voluti diversi pignoramenti: dagli animali ai macchinari e persino alle quote latte andate all’asta lo scorso 6 dicembre. Tredicimila e settecento quintali, suddivisi in otto lotti, per un valore complessivo di 48mila euro.

“C’è voluto un anno di tentativi per sistemare la questione”, ha spiegato l’avvocato Gandolfi. “All’inizio abbiamo dovuto agire giudizialmente e chiedere una serie di pignoramenti, non solo le quote latte, ma anche circa mille capi di bestiame. Qualche giorno dopo il pignoramento, però, abbiamo saputo che di notte le vacche erano state portate via. Abbiamo chiamato i carabinieri e fatto una denuncia nei confronti del debitore che era custode giudiziale”.
Per recuperare il credito, l’avvocato ha dovuto agire anche nei confronti della società campana che aveva acquistato le mucche pignorate, in parte finite al macello. “La società ha prodotto incautamente anche le fatture del macello”, ha detto il legale. “Nella causa civile abbiamo confutato il contratto di acquisto: se tutto fosse stato regolare, perché andare a prendere notte tempo i capi di bestiame? Questa società ora risulta a sua volta creditrice del nostro debitore e quindi ho fatto un pignoramento presso terzi, tuttora aperto”.

Sara Pizzorni

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