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Maltrattamenti all'istituto di Sospiro, la Fondazione è una delle parti civili

sospiro

L'avvocato Gennari

Sono due le parti civili che si sono costituite davanti al giudice per l’udienza preliminare Letizia Plate’ sul caso dei presunti maltrattamenti agli ospiti dell’Istituto ospedaliero di Sospiro, tutti disabili gravi con vari deficit psichici. Oltre alla cooperativa di servizi socio sanitari Aurora Domus, oggi si è costituta parte civile anche la Fondazione Sospiro nella persona del presidente Emanuele Preite. La Fondazione, rappresentata dall’avvocato Gian Pietro Gennari, rivendica un danno di immagine. Sotto accusa ci sono tre operatrici socio sanitarie dipendenti della Aurora Domus a cui i degenti erano affidati per cura e assistenza. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra l’ottobre del 2011 al dicembre del 2012 in uno dei reparti che ospita soggetti con problemi psichici. Oggi i legali delle difese, gli avvocati Massimo Tabaglio e Massimo Nicoli, hanno chiesto ed ottenuto il rito abbreviato. L’udienza e’ stata poi rinviata al prossimo primo ottobre.

“Le condotte descritte nel capo di imputazione”, si legge nella costituzione di parte civile di Fondazione Sospiro, “ledono gravemente l’immagine della struttura sanitaria, struttura che da sempre la collettività cremonese identifica come luogo preposto alla cura sotto il profilo della vigilanza e dell’assistenza agli infermi”. Per l’avvocato Gennari, “il danno di immagine ha effetti sia interni che esterni alla Fondazione stessa: sotto il profilo interno, perché le imputate svolgono una funzione particolarmente delicata, essendo a stretto contatto con gli ospiti, e dovrebbero essere di esempio per le colleghe e i colleghi che operano nella struttura. Con rilevanza esterna perché la condotta delle imputate lede l’immagine della Fondazione nei confronti dell’utenza e dei loro prossimi congiunti che affidano i propri cari alla struttura nella convinzione di trovare personale professionalmente qualificato in grado di svolgere un compito così delicato”.

Due delle imputate sono ancora in servizio (una era stata sospesa ma poi  è stata reintegrata in attesa della sentenza), mentre la terza si e’ licenziata. Si tratta di due nigeriane di 43 e 48 anni e un’italiana di 37 anni. Secondo la procura, due di loro avrebbero colpito i malati con calci e schiaffi, senza alcun motivo, solo per tenerli sotto controllo. In due sono accusate di aver abbandonato uno degli ospiti che si era procurato un taglio al sopracciglio. Ad una delle imputate e’ contestato un altro episodio, quello di aver spinto quotidianamente i degenti, facendoli cadere al suolo per poi colpirli anche con calci, lanciando contro di loro oggetti contundenti, e addirittura picchiandoli con gli oggetti stessi. In un’occasione avrebbe spintonato e colpito con uno schiaffo al volto uno dei degenti, e avrebbe schiaffeggiato altri due ospiti, uno perche’ si era rifiutato di lavarsi le mani. Le indagini sono partite in seguito ad un esposto presentato da una dipendente marocchina della Aurora Domus.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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