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Demicheli: "25 aprile, al Cimitero solo Perri E i candidati sindaco?"

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Nella foto, Demicheli

“Vorrei far presente che le celebrazioni per il 25 aprile, a Cremona, non sono iniziate col corteo cittadino, corteo che da San Luca ha raggiunto piazza del Comune, bensì circa un’ora e mezza prima presso il Civico Cimitero con la S.Messa per i caduti di tutte le guerre e con la deposizione delle corone d’alloro: ma dov’erano l’ipercattolicissimo Galimberti, Zagni e gli altri candidati sindaco?“. Con queste parole, l’assessore Claudio Demicheli della Lista civica Demicheli ha commentato la ricorrenza. Certe assenze, proprio, non gli sono andate giù: “L’unico candidato presente è stato il Sindaco Perri – ha detto –. Eppure la commemorazione al Cimitero rappresenta, per certi versi, il momento di maggiore intensità. I morti di un conflitto bellico non sono né di destra, né di sinistra, ma appartengono all’umanità di tutti. Ed è doveroso gesto di umanità ricordarli tutti con eguale intensità, al di là delle loro idee o delle bandiere sotto cui militavano. Là al Cimitero non c’erano vessilli di partito o sigle politicamente etichettabili: là al Cimitero c’era il Tricolore, a garanzia di quanto, in quel momento, Cremona salutasse indistintamente tutti i propri caduti, nostri concittadini e Italiani, morti onorando e servendo il proprio Paese“.
Ancora, incalza Demicheli: “Si è trattato di una celebrazione di grande significato civico e, soprattutto, religioso. Per questo mi è spiaciuto notare l’assenza di chi si professa credente o di chi, candidandosi Sindaco, un domani potrebbe in ogni caso essere chiamato a rappresentare, in queste ed altre alte circostanze, l’intera popolazione. E’ in questo modo che intende rappresentarla? Mancando? Sarebbe stato un gesto di coerenza ed un segno di autentico omaggio partecipare sin dall’inizio alle manifestazioni, a partire cioè dalla S.Messa al Cimitero, e non accodarsi in fretta e furia al momento del corteo, rischiando così di fare una mera passerella. Ciò che si deve cercare, in queste occasioni, non è la visibilità politica, ma l’adesione umana e questo perché la Liberazione appartiene a tutti ed è patrimonio di tutti“.
L’assessore Demicheli scuote la testa: “Non è la prima volta che candidati cattolici si dimostrano pronti a metter tra parentesi la propria identità, per non alterare le logiche di partito”. E l’indice viene puntato contro Galimberti, ex-presidente di Azione Cattolica e candidato sindaco del centrosinistra: “Non mosse un dito quando il Vescovo di Cremona venne pesantemente attaccato da Sel e Arcigay solo per aver espresso il proprio parere circa il rapporto Lunacek sulla cosiddetta ‘omofobia’. Galimberti tacque. Ed il suo silenzio fu assordante”. Non solo: “Sempre l’Arcigay provinciale mosse feroci critiche anche all’A.Ge.-Associazione Genitori, ‘rea’ soltanto d’aver espresso perplessità sul tentativo d’introdurre nelle scuole italiane concezioni miranti a scardinare la famiglia qual è intesa dalla Costituzione italiana. Ed anche in quel caso Galimberti non trovò nulla da eccepire o da ribattere, almeno pubblicamente. Il che spiace ancor più, essendo la presidenza provinciale dell’A.Ge. affidata al prof. Piervincenzo Gabbani, che per anni ha fatto parte di quella stessa Presidenza diocesana di Azione Cattolica, da cui il candidato Sindaco del Pd proviene”.

In chiusura: “Ma con un candidato sindaco pronto a tacere ed a far tacere la propria coscienza, per non urtare gli equilibri di una coalizione di sinistra spinta, Cremona che futuro potrebbe avere? Poi è inutile presenziare sempre e in prima fila agli incontri del Vescovo con gli amministratori locali, quando si sia poi disposti a star zitti, venendo meno a quel dovere di testimonianza politica, cui un cattolico è anche moralmente tenuto, come dichiarato da un Santo, Giovanni Paolo II, nella Evangelium Vitae”. L’assessore Demicheli conclude con un appello: “Chiedo che, in certe situazioni, vi sia più coerenza. Evitiamo gli strabismi istituzionali”.

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Commenti
  • Ezechiele Profeta

    Demicheli cominci a pregare i suoi ex amici che lo soccorrano. Il rischio di perdere le elezioni e di dover tornare a lavorare è un pericolo è grande, insieme orribile e tanto esilarante.

    • geronimo

      Lavorare? verbo sconosciuto al nostro. Nemmeno al sindacato padano lo vogliono più..

  • elia sciacca

    L’assessore ai morti è una vita che vive promettendo mare e monti, ma il cremonese è cosi c…. che crederà ancora a questo personaggio ,in ogni caso sappiate che se anche pernderà una pipata di voti se vince il centro destra, sarà nominato ancora assessore Perri è una persona seria ed onesta ma troppo ingenua crede ancora a santa Lucia

  • Ezechiele Profeta

    La domanda che si pongono i cittadini, caro Claudio, è come mai il Cavaliere che vi vuole come amministratori non vi vorrebbe mai a lavorare da lui.

  • Ezechiele Profeta

    Non prendertela, caro Claudio, siamo in campagna elettorale. Come tu parli di 25 aprile senza ora, senza averci mai voluto capire nulla prima, ora i nodi vengono al pettine. Nodi li chiamiamo, Claudio, perché siamo persone che amano le metafore

  • pinco pallino

    ma quando rientra all’AEM………????