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Video hot di nascosto, ricatto sessuale: cremonese vittima di gang ivoriana

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Ragazzo cremonese vittima di un gruppo di ivoriani: la banda di africani ha messo in atto un ricatto sessuale sfruttando un video hot registrato a insaputa del giovane, un 25enne della città. La trappola sulla base della quale far partire l’estorsione è stata tesa nella serata di venerdì. Il cremonese è stato contattato via computer da quella che sembrava essere una sua amica francese, conosciuta durante un soggiorno estivo all’estero qualche anno addietro e con la quale aveva intrecciato una breve ma intensa relazione. Dopo alcuni messaggi scambiati su Facebook con l’apparente amica francese (vecchia fiamma ma con cui erano stati intrattenuti contatti anche successivamente alla relazione estiva) è arrivato dalla ragazza l’invito a proseguire la conversazione con una videochiamata via Skype. Avviata la connessione, la webcam del cremonese, già impostata, ha immediatamente cominciato a trasmettere. Necessario attendere qualche minuto, invece, per l’attivazione della webcam della giovane, a detta di quest’ultima (ma si rivelerà solamente una scusa).

Il 25enne, inizialmente in accappatoio e in procinto di vestirsi per uscire, è poi rimasto nudo davanti alla telecamera per diversi minuti, alla luce del rapporto di confidenza con la presunta francese ma soprattutto della piega piccante presa della conversazione, via Facebook e via Skype. Alla comparsa delle immagini della webcam della sedicente amica, l’amara sorpresa: al computer, dall’altra parte, una ragazza di colore, componente della banda, che è uscita allo scoperto, ha spiegato di aver registrato e salvato la trasmissione video e, sempre in lingua francese, ha cominciato a ricattare il cremonese dopo la trappola, cominciata con un profilo Facebook che si è rivelato un “fake”, un falso. La ripresa hot con protagonista il ragazzo ha permesso di far partire la minaccia (da parte della ragazza e, più tardi, da un altro componente della gang) di diffusione capillare del video (con pubblicazione visibile a tutti su Youtube, con tanto di nome e cognome nel titolo, e invio del link a familiari e contatti del 25enne) in caso di mancato pagamento di svariate centinaia di euro entro qualche giorno.

Il video è stato comunque immediatamente caricato su Youtube, temporaneamente non ancora in modalità “pubblica” ma solo in modalità “nascosta”, visibile quindi esclusivamente agli autorizzati, tra cui lo stesso 25enne, che ha così escluso l’ipotesi di un bluff e si è reso conto di trovasi davanti a qualcuno che faceva sul serio. Il cremonese, nonostante tutto, ha deciso di non cedere al ricatto (che probabilmente, come già avvenuto in casi del genere, sarebbe proseguito anche dopo il primo pagamento) e qualche ora dopo si è rivolto alla Questura. La vicenda è però chiaramente destinata a passare per competenza alla polizia postale, specializzata in reati legati all’utilizzo di apparecchiature informatiche. Per il momento la pubblicazione del video è ferma e non dovrebbe essere complicato procedere con una rimozione, almeno in questa fase. Tutt’altro che semplice risalire ai nomi dei malviventi che hanno organizzato la trappola e che potrebbero colpire di nuovo. Secondo prime verifiche risultano essersi connessi dalla Costa d’Avorio. Rintracciarli, anche per le evidenti difficoltà legate alla distanza, è complicatissimo.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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