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Defenestrato dopo una lite, imputato assolto in appello

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L'avvocato Nicoli

Ribaltata in appello la sentenza di primo grado per Robio Abdelkader, il marocchino di 43 anni finito a processo per lesioni personali gravi nei confronti di un connazionale. I giudici di Brescia hanno assolto l’imputato, che in primo grado, il 26 marzo del 2012, era stato condannato a Cremona ad una pena di due anni e quattro mesi di reclusione. In carcere, Robio c’è stato per 18 mesi con l’accusa di tentato omicidio, reato poi derubricato in quello di lesioni personali gravi. All’imputato, in primo grado, era stata riconosciuta l’attenuante di aver agito in stato d’ira. La sera del 24 settembre del 2010, al secondo piano di un’abitazione di via Aselli, il marocchino aveva lanciato dalla finestra il padrone di casa, il connazionale El Mostafa Jarrar, 50 anni, che aveva fatto un volo di otto metri. Lo aveva spinto durante una lite per futili motivi scoppiata durante una cena a cui erano presenti altri amici. Erano tutti ubriachi. Al culmine del litigio, Jarrar aveva accoltellato Robio alla coscia. Quest’ultimo aveva rincorso il connazionale nel bagno e lo aveva spinto. Secondo i giudici, c’era l’attenuante dello stato d’ira. Il difensore di Robio, l’avvocato Massimo Nicoli, ha sempre considerato inattendibile la versione dei fatti fornita da Jarrar, ponendo l’attenzione sulle tracce ematiche trovare sul muro della casa. “Tracce indicative del fatto”, per il legale, “che il corpo del 50enne aveva strisciato contro la parete esterna, modalità del tutto incompatibile con un defenestramento come dallo stesso riferito, ma del tutto compatibile con un tentativo di calarsi dalla finestra per sfuggire alla reazione del Robio”. E ancora: “quando era stato soccorso, Jarrar era stato trovato in possesso di un coltello da cucina all’interno degli slip, a dimostrazione che aveva avuto il tempo di riporre l’arma prima di cercare di calarsi dalla finestra”. L’avvocato Nicoli ha poi rimarcato le “numerose” e “plateali” contraddizioni in cui era caduto lo stesso Jarrar all’epoca dei fatti, come ad esmpio il fatto di aver “ripetutamente negato di aver accoltellato Robio, affermando per contro di essere stato colpito al capo da una bottiglia dallo stesso connazione, circostanza negata da tutti gli altri presenti”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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