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Perseguitò commessa per 22 anni: la condanna diventa definitiva

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La Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso, così la condanna inflitta in Appello è diventata definitiva. Nel 2010 il tribunale di Cremona aveva condannato l’imputato, un cremonese, a un anno e tre mesi di reclusione per aver perseguitato per 22 anni con telefonate anonime dal contenuto osceno la donna che aveva preso di mira: una commessa di Cremona. A Brescia la corte d’appello aveva poi confermato la sentenza di primo grado che è quindi diventata definitiva, visto che la Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dall’imputato. L’uomo, ex ambulante, poi salumiere in un market e commerciante nel settore fotovoltaico, era anche stato condannato ad un risarcimento danni di 10.000 euro nei confronti della sua vittima, che a processo era assistita come parte civile dall’avvocato Michela Soldi. Per 22 anni la donna era stata pedinata ed aveva ricevuto innumerevoli telefonate anonime con richieste erotiche volgari e bigliettini osceni.

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