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Abusi su nipote: condanna confermata Sei anni al bisnonno

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Aveva abusato sessualmente della nipote quando lei aveva otto anni. I giudici dell’appello di Brescia hanno confermato la condanna a sei anni e sei mesi inflitta in primo grado quattro anni fa (26 aprile del 2010) al bisnonno acquisito della vittima, un uomo ultraottantenne. La storia di violenze era emersa in classe, alle superiori. La ricerca sulla pedofilia e sulle devianze sessuali data agli studenti da una professoressa aveva fatto scoprire i segreti della ragazzina, che in aula era scoppiata a piangere. “Non c’è mai stato alcun intento persecutorio né alcuna volontà di mettersi in mostra. Tutto il lavoro svolto per dimostrare lacredibilità della ragazza è stato accolto”, aveva detto quattro anni fa l’avvocato Maria Luisa d’Ambrosio, legale di parte civile. Chi ha tentato di minare la credibilità della vittima anche in appello sono stati i legali dell’imputato, gli avvocati Luigi Gritti e Alessia Vismara. Ma i giudici non hanno accolto le loro tesi. Da bambina, la ragazza andava dai bisnonni dopo la scuola perchè i genitori lavoravano fuori città. Dopo pranzo il bisnonno l’accompagnava sul lettone dove l’aveva toccata e abusato di lei. L’avvocato Gritti ha commentato la sentenza di condanna: “L’articolo 533 del codice di procedura penale, assecondando un fondamentale principio di civiltà giuridica, prevede che possa essere pronunciata condanna solo se l’imputato risulta colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio. Ero e rimango convinto che, ancorare la declaratoria di responsabilità alle sole dichiarazioni della parte offesa querelante, in assenza di qualunque obiettivo elemento estrinseco a suffragio, rappresenti una violazione del suddetto dettato procedurale”.

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