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Servizio idrico a Padania, Salini isolato da centrodestra

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foto Sessa

Via libera all’affidamento diretto  a Padania Acque Gestione (Pag) del servizio idrico. E’ arrivato dopo un pomeriggio di attesa, nel consiglio provinciale di martedì 10 giugno, in un palazzo della Provincia presidiato da agenti della questura in via precauzionale per la possibile presenza di attivisti dei centri sociali. Invece, tutto tranquillo sul fronte dell’ordine pubblico, ma acque agitate nella politica. L’atto di indirizzo che dà mandato all’Ato di procedere con l’affidamento a Pag, approvato poche ore prima dalla Giunta Salini, infatti, è stato modificato sulla base di quanto votato all’unanimità nella commissione affari istituzionali precedente al Consiglio. Una commissione che non aveva l’idrico all’ordine del giorno e che invece ha prodotto un  emendamento all’atto di giunta che non lasciasse dubbi interpretativi circa le caratteristiche dell’affidamento. Che sarà in house, ossia direttamente conferito dai Comuni alla propria società unica; con via libera all’esecuzione di lavori indifferibili in alcuni comuni, pena le sanzioni dell’UE.  Lo ha illustrato il consigliere della Lega Nord Manuel Gelmini: “L’ordine del giorno nasce da un ‘fuori sacco’ arrivato questa mattina in commissione. All’unanimità abbiamo deciso di mantenere la delibera di giunta, cambiando il dispositivo, per fare in modo che l’indirizzo che il Consiglio provinciale dà all’Ato sia certo. Oggi infatti si deve concludere il mandato in coerenza con le posizioni assunte dal Consiglio negli ultimi due anni”, con riferimento agli ordini del giorno 2012 – 2013  in difesa di una società pubblica di gestione, che avevano contrapposto la Lega agli stessi compagni di maggioranza del Pdl. Ma la vera sorpresa è stato l’isolamento del presidente Massimiliano Salini rispetto al gruppo consigliare di Forza Italia, che sostanzialmente ha fatto proprio l’orientamento di maggioranza del consiglio (opposizione compresa), isolando il proprio presidente che fino all’ultimo ha dichiarato le sue perplessità sulle capacità economico finanziarie di Pag a sostenere gli investimenti. Accusando anche la società di via del Macello di avere  prodotto un business plan con rincari tariffari per i prossimi 20 anni nell’ordine del 4,5% annuo. “Mai visto un aumento del genere, esorbitante progressione tariffaria, assolutamente inattesa”, ha detto tra l’altro Salini. “Falsità assolute che dimostreremo con i numeri”, ha commentato Alessandro Lanfranchi, componente del Cda di Pag, che ha seguito il lungo dibattito consigliare. “Detto per inciso, non è la società di gestione a decidere gli aumenti tariffari. L’importante è che ora si sia chiarito che sarà un’azienda pubblica a lavorare per un servizio pubblico”.

Ora l’Ato (presieduto dal decaduto – in quanto non più sindaco – Gian Pietro Denti) dovrà dar seguito all’atto di indirizzo del Consiglio. Partiranno quindi entro l’estate i lavori, da circa 20 milioni (che l’Ato ha in giacenza come accantonamenti da tariffa negli anni precedenti) che  consentiranno a molti comuni della provincia di adeguarsi alle disposizioni UE sugli scarichi fognari. Anche su questo ammontare,  comunque, c’è discordanza tra quanto affermano i sostenitori di Pag e il presidente Salini: “Macché tesoretto di 20 milioni: l’Ato ha ha disposizione 4 milioni, già impegnati. Oltre ai 19 milioni da recuperare da Padania come partita di giro”.

Giuliana Biagi

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